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Bond: significato e differenza tra obbligazioni e azioni

Tutto quello che devi sapere sui Bond: cosa sono qual è la differenza tra obbligazioni e azioni, l'importanza del rating, le cedole fisse, le emissioni e tanto altro.



FTA Online News, 05 Ago 2019 - 11:38

Cosa sono i bond: le differenze tra obbligazioni e azioni

La divisione tra azioni e obbligazioni (gli americani direbbero fra equity e debt) è una delle ripartizioni fondamentali della finanza, anche se negli ultimi anni la nascita di una serie di “strumenti ibridi” ha creato un po’ di confusione sulla linea di confine.
La distinzione fra capitale di rischio e debito rimane però, ad oggi, fondamentale per capire che genere di investimento un risparmiatore sta facendo. Quando si compra un’azione di una società si diventa soci (azionisti appunto) dell’azienda e quindi si partecipa al capitale di rischio e di conseguenza ci si sottopone a una maggiore incertezza, in cambio di rendimenti probabilmente più elevati.
Chi invece acquista un’obbligazione (in inglese bond) compra parte del debito di una società (o di uno Stato) rappresentato da un titolo, e ne diventa soltanto creditore. In teoria dunque, a meno di un default (cioè di un fallimento) della società o dello Stato in questione, il creditore deve riavere a una scadenza prefissata il capitale sottoscritto più gli interessi previsti dal contratto. Nel Codice Civile italiano le obbligazioni sono descritte dagli articoli 2410 e seguenti.

Obbligazioni - La gerarchia: bond senior e subordinati

A questo punto nascono però le prime distinzioni perché, in caso di default di una società, esistono varie gerarchie di risarcimento: la categoria degli obbligazionisti, al suo interno, viene divisa tra chi possiede un bond senior, che viene pagato per primo, e chi possiede un bond subordinato, che viene risarcito in subordine.
Le obbligazioni subordinate sono divenute popolari (in senso negativo) negli ultimi anni a causa di alcune crisi di istituti di credito che hanno causato il mancato risarcimento dei bond detenuti da piccoli risparmiatori. Le obbligazioni bancarie subordinate vengono classificate secondo il seguente ordine crescente di subordinazione (e quindi di rischio): Lower Tier 2 e Tier 3, Upper Tier 2, Tier 1.


Obbligazioni - caratteristiche fondamentali 

Ogni bond ha comunque delle caratteristiche fondamentali:

  • un valore nominale, che corrisponde al capitale che viene sottoscritto nella fase iniziale e risarcito alla scadenza (al netto degli interessi);
  • una cedola o coupon, che corrisponde all’interesse periodico che l’emittente paga periodicamente ai propri obbligazionisti. Si chiama cedola, perché i primi bond erano fisicamente muniti di una cedola che si staccava e veniva presentata in banca per avere gli interessi;
  • una scadenza (in inglese maturity) che indica la data entro la quale viene riconsegnato all'obbligazionista il proprio capitale iniziale;
  • un emittente, ossia la società o lo Stato che hanno emesso l’obbligazioni, in sostanza si indebita sul mercato anzichè ricorrere a finanziamenti bancari o di altri soggetti.

Il prezzo di emissione delle obbligazioni

Il tipo di emissione – sia sul mercato primario (può essere riservata a investitori istituzionali) che sul mercato secondario (rivolto sia al retail che agli istituzionali) – è fondamentale nel mercato dei bond.
Un’obbligazione può, infatti, essere emessa:

  • alla pari (par bond): in questo caso il valore nominale coincide con il valore di emissione. Per esempio 100 euro di un par bond richiedono un investimento di 100 euro nell’obbligazione (al netto delle commissioni);
  • sotto la pari: prezzo di emissione è inferiore al valore nominale. Un investitore compra per esempio 90 euro di bond (emissione al 90%) e riceve alla scadenza 100 euro. La differenza (detta scarto di emissione) di 10 euro (10%) rappresenta l’interesse percepito nel caso degli zero-coupon bond (così denominati per via della mancanza di cedole: esempi italiani sono i BOT e i CTZ), oppure va a rendere più sostanzioso il rendimento dell'investitore nel caso delle obbligazioni con cedole;
  • sopra la pari: il prezzo di emissione è maggiore del valore nominale. Un investitore compra per esempio 110 euro di bond (emissione al 110%) e riceve alla scadenza 100 euro. La differenza negativa di 10 euro (10%) comporta un rendimento negativo dell'obbligazione zero-coupon (è il caso attuale della maggior parte dei titoli di Stato a breve dei principali Paesi eurozona), oppure va a decurtare il rendimento complessivo dell'obbligazione se questa prevede lo stacco di cedole.

Il rating - Uno strumento fondamentale per valutare un'obbligazione

Un’obbligazione dipende poi in maniera sostanziale dalla propria qualità che è giudicata da apposite agenzie di rating  che ne controllano la rischiosità. Le principali agenzie di rating del mondo sono Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch. Con giudizi che variano dalla lusinghiera AAA alla D misurano il grado di rischio cui l’investitore si sottopone. Come nel caso delle azioni il rischio è direttamente proporzionale al rendimento per cui un bond più rischioso (per esempio il titolo del debito di un paese emergente) deve versare cedole più ricche se vuole attirare gli investitori.

Chi emette obbligazioni?

A seconda dell’emittente si possono dividere i bond in tre grandi categorie:

  • Titoli di Stato: sono i titoli del debito di una nazione che viene finanziata in cambio di un interesse (per esempio i BOT e BTP italiani);
  • Corporate bond: in questo caso l’obbligazione è emessa da una società che si indebita sul mercato. Quasi sempre per accedere a questo mercato bisogna essere una banca o una grossa multinazionale capace di gestire e garantire questo genere di emissioni;
  • Obbligazioni sovranazionali o supranational bond: sono i bond emessi da organizzazioni internazionali come la Banca Europea degli Investimenti o la Banca Mondiale.
    Si potrebbero aggiungere anche i bond emessi dai comuni , dalle regioni o, per esempio, dagli stati americani che rappresentano la declinazione locale dell’indebitamento diretto sul mercato.

Le cedole delle obbligazioni - Fisse e variabili

Esistono ulteriori suddivisioni fra i vari tipi di obbligazione che un investitore deve tenere presente.
Le obbligazioni possono, infatti, essere:

  • a cedola fissa: questo tipo assai diffuso di bond corrisponde un interesse fisso a scadenze stabilite;
  • indicizzate: pagano una cedola variabile che in genere dipende dall’andamento di un indicatore come un listino azionario, un tasso d’interesse bancario, un cambio valutario e simili;
  • senza cedola o zero coupon: sono le emissioni sotto la pari di cui sopra. La differenza fra il capitale restituito e quello sottoscritto costituisce il corrispettivo del rischio.

Da obbligazioni ad azioni - Convertibili e cum warrant

Obbligazioni convertibili: sono bond che in determinate condizioni si possono convertire in azioni (dette azioni di compendio) dell’emittente (o di altra società) in base a condizioni predeterminate (il rapporto di conversione). In qualche caso sul mercato è stato presentato anche un bond convertendo, ossia un’obbligazione la cui conversione in azioni non era opzionale ma obbligatoria.

Bond cum warrant: simili alle convertibili ma prevedono il diritto (detto warrant) ad acquistare azioni dell'emittente (o di altra società) a un prezzo predeterminato. Il warrant può essere separato (e negoziato) separatamente dall'obbligazione stessa: a differenza della convertibile, l'obbligazione (senza il warrant) resta in vita anche dopo l'esercizio del diritto.

Le obbligazioni strutturate

Va evidenziato che nel tempo le obbligazioni variabili si sono moltiplicate e differenziate sul mercato. Questo genere di obbligazioni viene in genere diviso in due categorie principali:

  • equity linked: hanno cedole fisse, ma il loro rendimento complessivo è collegato all’andamento di un’azione o di un paniere di titoli;
  • fixed reverse floater: sono obbligazioni in genere di lungo termine che pagano inizialmente cedole fisse elevate per poi convertirsi a una cedola variabile ancorata a un limite massimo e a un tasso variabile.
  • reverse floater bond: sono obbligazioni a tasso variabile con indicizzazione inversa.
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