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Ofi Invest AM: politica monetaria 2026, le banche centrali hanno gia' indicato la via - PAROLA AL MERCATO

di Daniel Bernardo* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 05 feb - Tra giugno 2024 e giugno 2025, la Banca Centrale Europea ha attuato un ciclo di allentamento della sua politica monetaria con otto tagli.

Cio' ha portato il tasso di riferimento al 2%, livello che la Bce considera appropriato al contesto attuale.

La Federal Reserve, invece, ha ridotto i tassi in modo meno rapido e meno marcato rispetto alla sua controparte europea.

Nella seconda meta' del 2025, infatti, la Fed ha tagliato i tassi solamente in tre occasioni, portandoli in un intervallo compreso tra il 3,50% e il 3,75% a dicembre e segnalando al contempo una pausa per il 2026. L'istituto di credito statunitense non ha quindi ancora raggiunto una posizione pienamente neutrale, sebbene non ne sia molto distante, e questo perche' la crescita resiliente e l'inflazione ancora relativamente elevata degli Usa l'hanno spinta ad adottare un atteggiamento piuttosto prudente, con grande disappunto del presidente Donald Trump e dei suoi sostenitori, che fanno pressione per tassi piu' bassi.

Infine, la Bank of England ha ridotto il proprio tasso al 3,75%, mentre la Bank of Japan ha proseguito con un moderato inasprimento, aumentando il tasso di riferimento principale dallo 0,50% allo 0,75% a dicembre e segnando una divergenza significativa rispetto alle banche centrali occidentali.

Tuttavia, oltre a perseguire i loro obiettivi di politica monetaria, noi di Ofi Invest AM riteniamo che le banche centrali abbiano anche chiaramente indicato le proprie intenzioni per i prossimi mesi. Per quanto riguarda la Bce, l'ormai prolungato periodo di stop al taglio dei tassi fa pensare non sembra volersi arrestare, almeno nel breve termine; cio' significa che l'istituto di Francoforte potrebbe mantenere il tasso sui depositi al 2% per tutto il 2026. Passato questo periodo, saranno le condizioni economiche a dettare il prossimo intervento, quindi al momento e' impossibile prevederne la direzione.

Sulla politica monetaria della Fed, invece, recentemente si sono riaccesi i dubbi, a causa della nomina di Kevin Warsh a nuovo governatore, che sostituira' il gia' citato Powell e che ha ricevuto un forte endorsment dal presidente Trump.

Cio' ha portato alcuni a credere che la Fed avrebbe iniziato a essere piu' allineata alla politica della Casa Bianca e quindi rischi al ribasso, ma in realta' il consenso piu' diffuso sui mercati e' che questi siano limitati e che non si vedranno significativi cambiamenti rispetto alla precedente amministrazione; consenso che anche Ofi Invest AM condivide.

Questo comporta che lo scenario piu' probabile vede ancora altri due tagli dei tassi negli Stati Uniti nel corso dell'anno, che dovrebbero portare gli interessi sui Fed Funds in territorio neutrale, tra il 3,0% e il 3,5%. Attualmente e' molto difficile che il livello scenda ulteriormente, a causa della resilienza dell'economia mostrata da Washington e di un'inflazione che con ogni probabilita' rimarra' superiore al 2%.

L'unica tra le principali banche centrali che sembra intenzionata a procedere con un inasprimento della politica monetaria sembra essere la Bank of Japan, la quale dovrebbe continuare ad aumentare i tassi nel corso dell'anno, pur mantenendo il suo approccio tradizionalmente molto prudente.

*Co-Head of Money Market Strategies di Ofi Invest AM "Il contenuto delle notizie e delle informazioni trasmesse con il titolo "Parola al mercato" non puo' in alcun caso essere considerato una sollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma di investimento ne' raccomandazioni personalizzate a qualsiasi forma di finanziamento. Le analisi contenute nelle notizie trasmesse nella specifica rubrica sono elaborate dalla societa' a cui appartiene il soggetto espressamente indicato come autore.

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(RADIOCOR) 05-02-26 13:16:58 (0404) 5 NNNN

 


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