Petrolio: torna a salire con incertezza su trattative, Brent a 104$
Wti +2,58% a 92,65 dlr, gas +1,8% a 53,3 euro al megawattora (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 26 mar - Tornano a salire i prezzi dell'energia con i nuovi timori di un conflitto prolungato in Iran, che potrebbe pesare ulteriormente sulle forniture attraverso lo Stretto di Hormuz. Nonostante il piano di pace proposto dagli Stati Uniti, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha dichiarato che Teheran non ha alcuna intenzione di avviare colloqui per terminare le ostilita'.
Cosi', dopo i cali della vigilia il Brent e' tornato a salire e al momento guadagna il 2,49% a 104,72 dollari al barile, mentre il Wti e' in progresso del 2,58% a 92,65 dollari. Il gas invece mette a segno un +1,8% a 53,3 euro al megawattora sul Ttf di Amsterdam.
'L'ottimismo riguardo a un cessate il fuoco e' svanito', ha affermato Tsuyoshi Ueno, economista senior presso l'Nli Research Institute. In generale, per gli analisti il piano in 15 punti inviato dal presidente Donald Trump all'Iran tramite il Pakistan pone delle condizioni difficili da accettare per la Repubblica Islamica, come la rimozione delle scorte iraniane di uranio altamente arricchito e la limitazione del programma missilistico balistico. In piu', anche se le trattative dovessero concretizzarsi, la volatilita' dei prezzi del greggio potrebbe persistere. "Il nostro scenario di base ipotizza un conflitto continuo e un'interruzione dello Stretto di Hormuz per 4-6 settimane, prima che le trattative inizino seriamente", ha dichiarato Eric G. Lee di Citi Research, che ipotizza un balzo del petrolio fino ai 120 dollari al barile nel breve termine.
Cog.
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