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Ocse: cuneo fiscale, Italia quinta al 45,8% (dal 47%) contro media 35,1% - FOCUS

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 22 apr - L'Italia resta uno dei Paesi industrializzati con il maggiore peso del fisco sul lavoro, ma nel 2025 spicca con una delle riduzioni piu' significative del prelievo, in controtendenza rispetto agli aumenti prevalenti. E' quanto emerge dal rapporto annuale 'Taxing Wages' dell'Ocse. Nel 2025 il cuneo fiscale - la differenza tra il costo del lavoro sostenuto dall'azienda e la retribuzione netta, ovvero l'insieme di tasse e contributi previdenziali versati - per un lavoratore single con un salario medio in Italia e' diminuito al 45,8% dal 47% del 2024. Nell'Ocse nel suo insieme, il cuneo medio e' invece aumentato di 0,15 punti percentuali al 35,1%, il livello piu' alto dal 2016. La Penisola si piazza al quinto posto tra i 38 Paesi aderenti all'Organizzazione, dietro a Belgio (52,5%), Germania (49,3%), Francia (47,2%), Austria (47,1%). Il 'paradiso' del cuneo resta la Colombia con un dato pari a zero, perche' i lavoratori single con un salario medio non pagano imposte sul reddito personale e i contributi previdenziali e sociali non sono obbligatori. Segue il Cile (7,5%) e hanno un fisco light anche Nuova Zelanda (20,8%), Messico (21,7%) e Svizzera (23%). Tra gli altri big, gli Usa sono al 30%, il Canada al 32,1%, il Regno Unito al 32,4% e il Giappone al 33,1%. Nell'area Ocse, tra il 2024 e il 2025 il cuneo fiscale per il lavoratore single e' salito in 24 paesi, e' diminuito in 11 ed e' rimasto invariato in tre. L'Italia ha segnato uno dei cali piu' consistenti, pari a -1,21 punti percentuali, dietro a Lettonia (-1,44 punti al 40,1%) e all'Australia (-1,67 al 27,9%). Nella Penisola - come spiega il rapporto - il principale fattore della diminuzione e' stata la sostituzione dell'aliquota ridotta temporanea per i contributi previdenziali dei dipendenti con due nuovi crediti d'imposta, ovvero il nuovo sistema di detrazioni Irpef introdotto dalla Legge di bilancio 2025. Nell'Ocse l'aumento maggiore del cuneo (pari a 2,45 punti percentuali al 32,4%) si e' registrato nel Regno Unito ed e' in parte dovuto a un aumento dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro e in parte al fenomeno del "fiscal drag", ovvero l'effetto per cui le aliquote fiscali effettive aumentano meccanicamente quando i parametri dei sistemi fiscali non vengono adeguati all'inflazione. Incrementi superiori a 1 punto si sono verificati anche in Estonia (1,95), Germania (1,34) e Israele (1,09). L'Estonia ha aumentato l'aliquota Irpef dal 20% al 22% nel 2025, mentre in Germania sono aumentati i contributi previdenziali e i redditi lordi ed e' finito il bonus per compensare l'inflazione. L'Italia arriva al 45,8% totale del cuneo sommando il 14,5% di imposte personali sul reddito (13,4% Ocse), il 7,2% (8,1% Ocse) dei contributi previdenziali che ricadono sul lavoratore e il 24% a carico del datore di lavoro. Quest'ultima percentuale resta tra le piu' alte dell'Ocse (Francia al top con 26,7%) ed e' molto piu' elevata della media, pari al 13,5%. Prendendo in esame il solo salario lordo, ovvero l'Irpef e i contributi previdenziali a carico del dipendente, in Italia il prelievo totale risulta del 28,6% nel 2025 (25,1% Ocse), con il 19,1% di tasse sul reddito (15,5% Ocse) e il 9,5% di contributi previdenziali (9,6% Ocse). Nel caso di una famiglia monoreddito con due figli il cuneo fiscale nel 2025 e' stato in media del 26,2% nell'Ocse, con un aumento di 0,46 punti percentuali sul 2024. Come rileva lo studio, questo fa si' che si sia ridotto il vantaggio fiscale per le famiglie con prole rispetto ai single, per il secondo anno consecutivo (-0,31 punti dopo -0,13 punti nel 2024), attestandosi in media a 8,9 punti. In Italia il cuneo fiscale per le famiglie con un solo reddito e due figli risulta del 34,3% (decimo posto nell'Ocse), con un calo di 0,89 punti percentuali sul 2024 e un vantaggio fiscale di 11,5 punti rispetto al single senza figli ( -0,32 punti sul 2024). Per un genitore single con un reddito pari al 67% del salario medio il cuneo fiscale nell'Ocse e' stato in media del 16,3% (+0,52 punti percentuali). In Italia e' del 23,6%. Nel caso di una famiglia con due redditi e due figli, il cuneo medio Ocse e' del 29,8% contro il 36,1% dell'Italia. Per tutte le famiglie, ad eccezione di quelle con un solo genitore e due figli, il cuneo fiscale medio dell'Ocse nel 2025 ha raggiunto il livello piu' alto almeno dal 2018, sottolinea il rapporto. Al tempo stesso, grazie alle agevolazioni fiscali e ai sussidi in denaro per le famiglie, nel 2025 il reddito disponibile delle coppie con due figli e un solo reddito superava quello del lavoratore single di oltre il 20% in Slovacchia (24,7%), Polonia (24,2%) e Lussemburgo (22,1%) e di oltre il 15% in Belgio (19,9%), Austria (17,6%), Germania (17,4%), Lituania (16,4%), Irlanda e Italia (15,1%). Dal 2021 in media, nei paesi Ocse il cuneo fiscale e' aumentato per tutte le otto tipologie di lavoratore considerate dallo studio, con un incremento maggiore per le coppie sposate con un solo reddito e due figli (1,7 punti percentuali). Andando a ritroso, tuttavia, il cuneo fiscale nel 2025 e' rimasto al di sotto del livello del 2000, il primo anno per il quale sono disponibili i dati di 'Taxing Wages'. Per il lavoratore singolo con un reddito medio, la riduzione media e' di 1,1 punti percentuali in questo periodo. Nel caso dell'Italia il calo e' di 1,3 punti rispetto al 47,1% del 2000. Il livello piu' alto del periodo nel caso della Penisola e' il 47,9% del 2019, il minimo il 45,5% del 2015, in base ai dati riportati dallo studio. Il rapporto evidenzia anche che il salario medio e' aumentato in termini nominali in tutti i 38 paesi Ocse nel 2025 rispetto all'anno precedente ed e' aumentato in termini reali in 35 paesi. Il reddito al netto delle imposte di un lavoratore single che percepisce il salario medio e' aumentato in 28 paesi in termini reali, dopo essere aumentato in 29 paesi nel 2024.

Gli-col

(RADIOCOR) 22-04-26 11:00:25 (0275) 5 NNNN

 


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