Ddl nucleare: Regina (Confindustria), ora cambio rotta o competitivita' a rischio -2-
'Scelta non piu' negoziabile, da mandare avanti con urgenza' (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 5 feb - Gli impianti modulari Smr e Amr, ha inoltre ricordato Regina, "permettono una maggiore flessibilita' nella localizzazione, grazie al minor consumo idrico e di suolo e alla possibilita' di utilizzare ex siti industriali, ex centrali a carbone, gas o nucleari, in sinergia con i distretti industriali". E "il consumo di suolo del nucleare e' 100 volte inferiore rispetto al solare a parita' di energia prodotta, facilitando la cantierabilita' e riducendo i conflitti sull'uso del territorio". Mentre, ha proseguito, "senza il nucleare sostenibile, la transizione energetica rischia di essere piu' costosa, piu' instabile e piu' esposta a shock esterni, con effetti immediati sulla competitivita' industriale. Il nucleare contribuisce anche all'economia circolare, poiche' consente di utilizzare le scorie delle centrali tradizionali come materia prima per produrre nuova energia". Secondo Confindustria, poi, "il nucleare rappresenta una opportunita' di politica industriale. La filiera industriale italiana che comprende tutte le aziende attive nel settore nucleare ha generato nel 2022 circa 4,1 miliardi di euro di intero valore economico, con 1,3 miliardi di valore aggiunto prodotto e circa 13.500 dipendenti. Gli investimenti attivati per lo sviluppo in Italia di 15-20 Smr/AmrMR (circa 7 GW) tra il 2035 e il 2050 possono inoltre generare un impatto economico complessivo di circa 50 miliardi di euro l'anno, pari a circa il 2,5% del Pil, e fino a 120.000 nuovi posti di lavoro diretti e indotti". E per questo chiede che nei decreti attuativi "sia inserito un vero capitolo di politica industriale, con criteri di eleggibilita', strumenti per lo scale-up produttivo e programmi di qualificazione e promozione della capacita' industriale nazionale". Infine, Regina ha indicato, come "ultimo aspetto importantissimo, quello della sensibilizzazione della popolazione, richiamato anche dal Ddl, che prevede una campagna di informazione alla popolazione, con riferimento a sicurezza e sostenibilita'".
Perche', ha concluso, "Confindustria ritiene che il ritorno al nucleare sia ormai una scelta non piu' negoziabile; un'esigenza da mandare avanti con la massima urgenza".
Bof.
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