Listing Act: semplificazioni e nuove opportunità
Il pacchetto europeo noto come Listing Act introduce una serie di misure che puntano a facilitare le operazioni di raccolta di capitali.
Il nuovo pacchetto europeo Listing Act introduce importanti semplificazioni e nuove opportunità per le società che vogliono raccogliere capitali sui mercati finanziari.
Grazie a regole più snelle, soglie più alte per le esenzioni dal prospetto, documentazione ridotta e processi più efficienti, le aziende possono accedere più facilmente alla quotazione e cogliere le migliori occasioni di mercato. Le novità riguardano anche la trasparenza, la gestione delle informazioni e la struttura delle IPO, rendendo la Borsa ancora più accessibile e competitiva per imprese di ogni dimensione.
Cosa cambia effettivamente con l'entrata in vigore del Listing Act?
- Esenzioni dall’obbligo di pubblicare il prospetto. In particolare, per gli aumenti di capitale viene innalzata la soglia dal 20% al 30% del capitale già quotato. Ciò significa che una società può raccogliere risorse in modo più rapido, evitando un processo autorizzativo complesso in un numero più ampio di casi. Analogamente, per le offerte rivolte al pubblico retail, la soglia viene portata da 8 a 12 milioni di euro, ampliando lo spazio per operazioni di raccolta meno onerose anche in fase di IPO o di successive emissioni.
- Schemi di prospetto semplificati: vengono introdotti formati più snelli, tra cui:
- un prospetto standard semplificato (circa 300 facciate),
- un prospetto per operazioni di follow-on (circa 50 facciate),
- l’utilizzo dell’Annex 9 per operazioni in esenzione, senza necessità di approvazione preventiva.
- Approccio più proporzionato alla redazione del prospetto, con schemi semplificati calibrati sulla tipologia di operazione. Si passa così da documenti spesso molto estesi e ridondanti a modelli più snelli: un prospetto standard semplificato, un documento molto più breve per le operazioni di follow-on e la possibilità di utilizzare l’Annex 9 in regime di esenzione senza necessità di approvazione preventiva.
Nel complesso, queste novità riducono significativamente la complessità documentale, rendendo il processo più prevedibile ed efficiente e agevolano le società quotate a cogliere opportunità e finestre di mercato favorevoli per raccogliere nuovi capitali.
- Riduzione delle informazioni storiche richieste: i bilanci da allegare passano da tre a due esercizi, alleggerendo ulteriormente il carico documentale e il costo della quotazione.
Ulteriore elemento di semplificazione è la riduzione delle informazioni storiche richieste, con i bilanci da allegare che passano da tre a due esercizi. Questo intervento, apparentemente tecnico, ha in realtà un impatto importante, perché facilita l’accesso al mercato anche per società più giovani o caratterizzate da crescita rapida, che potrebbero non avere uno storico lungo e consolidato.
- Semplificazioni in ambito MAR (Market Abuse Regulation): interventi mirati a rendere più chiari e gestibili gli obblighi informativi per gli emittenti, riducendo il rischio di incertezza interpretativa.
Il Listing Act elimina l’obbligo di comunicare le tappe intermedie nei processi prolungati, limitando la disclosure solo all’evento finale per evitare distorsioni di mercato e introduce alcune modifiche alla disciplina del ritardo, regolando in modo più analitico le condizioni al verificarsi delle quali gli emittenti possano farvi ricorso.
- Flottante minimo ridotto: la soglia minima di flottante scende dal 25% al 10%, rendendo più accessibile la quotazione anche per aziende con assetti proprietari più concentrati.
Un’altra novità significativa è la riduzione del flottante minimo richiesto per la quotazione, che scende dal 25% al 10%. Questo cambiamento incide direttamente sulla struttura delle operazioni di IPO, consentendo agli azionisti di riferimento di mantenere una quota più elevata del capitale e rendendo la quotazione un’opzione più accessibile anche per realtà con assetti proprietari concentrati.
- Voto maggiorato: viene rafforzata la possibilità di introdurre azioni a voto plurimo, già prevista in Italia con la Legge Capitali, favorendo l’apertura al mercato mantenendo il controllo.
Infine, il rafforzamento della possibilità di utilizzare azioni a voto maggiorato – già introdotte in Italia con la Legge Capitali – va nella direzione di rendere più equilibrato il rapporto tra apertura al mercato e mantenimento del controllo. Le imprese possono così attrarre nuovi capitali senza compromettere la stabilità della governance.
Per maggiori dettagli, contatta: borsaitalianaprimarymarkets@euronext.com
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