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L'azionario europeo chiude in verde nonostante l'ulteriore escalation in Medio Oriente

News Image (Teleborsa) - Le Borse europee chiudono in rialzo e vicine ai massimi di giornata, migliorando nel pomeriggio nonostante il presidente degli Stati Uniti Donald Trump abbia rinnovato le minacce contro le infrastrutture energetiche iraniane, tra cui la distruzione delle centrali elettriche e dell'isola di Kharg, qualora non si raggiunga un accordo e lo Stretto di Hormuz rimanga di fatto chiuso. Tuttavia, Trump ha affermato che gli Stati Uniti sono impegnati in "serie discussioni" con un nuovo regime in Iran, descritto come "più ragionevole" per porre fine alle operazioni militari in Iran. Le dichiarazioni sono arrivate dopo che nel weekend la milizia yemenita degli Houthi, sostenuta dall'Iran, è entrata nel conflitto, innescando un'ulteriore escalation.

"La guerra tra Iran e Israele resta altamente instabile, con nuovi attacchi nel Golfo e lo Stretto di Hormuz ancora bloccato, ma il mercato oggi sta reagendo in modo più costruttivo - commentano gli analisti di Intesa Sanpaolo - Il petrolio, dopo aver toccato quota 116 dollari per il Brent, ha ridotto parte dei guadagni grazie al post di Trump che apre alla possibilità di un accordo col "nuovo regime", nonostante le minacce di colpire le infrastrutture energetiche iraniane e la discutibile attendibilità delle sue dichiarazioni".

Sul fronte macroeconomico, in Eurozona a marzo l'ESI è sceso a 96,6 da 98,3 a causa dell'escalation militare mediorientale. Il calo della fiducia si è fatto sentire principalmente tra consumatori e dettaglianti mentre il sentiment generale di industria e servizi è rimasto stabile. In Germania a marzo l'inflazione armonizzata è salita, in linea con il consenso, di +2,8% a/a (da +2% precedente) a causa dell'energia (+7,2%, primo rialzo annuo da dicembre 2023).

Sul fronte delle banche centrali, Philip Lane ha detto che la BCE non si lascerà paralizzare dall'indecisione né adatterà preventivamente la propria politica monetaria in risposta al possibile impatto della guerra in Medio Oriente sull'inflazione nella zona euro, mentre il presidente della Federal Reserve Jerome Powell ha detto che la banca centrale statunitense può aspettare di vedere come la guerra in Iran influisca sull'economia e sull'inflazione, osservando chei responsabili delle politiche di solito guardano oltre gli shock come quelli derivanti dall'aumento dei prezzi del petrolio.

A Piazza Affari hanno spiccato i crolli di BFF Bank, dopo che Banca d'Italia ha nominato due commissari straordinari per affiancare temporaneamente il CdA e ha individuato criticità contabili che potrebbero generare "past due" addizionali per un totale fino a 1,3 miliardi di euro, e Trevi, dopo l'annuncio di una manovra finanziaria che prevede un aumento di capitale in opzione da 100 milioni di euro da realizzare atteso entro il terzo trimestre di quest'anno e un accordo di pre-garanzia con Mediobanca.

Prevale la cautela sull'euro / dollaro USA, che continua la seduta con un leggero calo dello 0,44%. Segno più per l'oro, che mostra un aumento dello 0,87%. Sessione euforica per il greggio, con il petrolio (Light Sweet Crude Oil) che mostra un balzo del 3,19%.

Torna a scendere lo spread, attestandosi a +93 punti base, con un calo di 4 punti base,mentre il rendimento del BTP a 10 anni si attesta al 3,96%.

Tra le principali Borse europee ben comprata Francoforte, che segna un forte rialzo dell'1,18%, svetta Londra che segna un importante progresso dell'1,61%, e Parigi avanza dello 0,92%.

Piazza Affari termina la sessione in rialzo, con il FTSE MIB che avanza a 43.823 punti; sulla stessa linea, il FTSE Italia All-Share guadagna lo 0,95% rispetto alla seduta precedente, chiudendo a 46.082 punti.

In frazionale progresso il FTSE Italia Mid Cap (+0,25%); con analoga direzione, sale il FTSE Italia Star (+0,72%).

Tra i best performers di Milano, in evidenza Ferrari (+4,17%), Terna (+3,43%), Nexi (+3,37%) e Saipem (+3,12%).

I più forti ribassi, invece, si sono verificati su STMicroelectronics, che ha archiviato la seduta a -2,00%.

Scivola Leonardo, con un netto svantaggio dell'1,70%.

Sostanzialmente debole Lottomatica, che registra una flessione dell'1,44%.

Si muove sotto la parità Azimut, evidenziando un decremento dell'1,27%.

Al Top tra le azioni italiane a media capitalizzazione, Ferragamo (+7,89%), Ferretti (+4,56%), SOL (+4,09%) e OVS (+3,95%).

Le più forti vendite, invece, si sono abbattute su BFF Bank, che ha terminato le contrattazioni a -54,94%.

In rosso Danieli, che evidenzia un deciso ribasso dell'1,51%.

Spicca la prestazione negativa di Anima Holding, che scende dell'1,50%.

Contrazione moderata per GVS, che soffre un calo dell'1,41%.



(Teleborsa) 30-03-2026 18:02

Titoli citati nella notizia
Nome Prezzo Ultimo Contratto Var % Ora Min oggi Max oggi Apertura
Lottomatica Group 24,62 -1,44 17.35.25 24,38 25,00 24,90
Bff Bank 1,433 -54,94 17.36.37 1,227 1,80 1,30
Leonardo 55,66 -1,70 17.38.23 54,86 56,26 55,28
Saipem 3,831 +3,12 17.38.08 3,69 3,871 3,70
Ferrari 289,90 +4,17 17.39.47 275,60 290,80 276,40
Terna 9,89 +3,43 17.36.38 9,592 9,894 9,614
Salvatore Ferragamo 6,905 +7,89 17.35.21 6,335 6,95 6,74
Danieli & C 58,60 -1,51 17.35.04 58,00 60,60 59,70
Sol 58,50 +4,09 17.35.13 55,00 58,50 56,00
Azimut 31,92 -1,27 17.38.19 31,67 32,13 32,00
Ovs 4,47 +3,95 17.35.07 4,296 4,47 4,32
Gvs 3,50 -1,41 17.35.06 3,41 3,62 3,62
Stmicroelectronics 27,91 -2,00 17.35.53 27,67 28,855 28,12
Anima Holding 6,56 -1,50 17.35.12 6,54 6,66 6,66
Nexi 3,096 +3,37 17.36.48 2,984 3,115 3,00
Ferretti 3,99 +4,56 17.35.22 3,758 3,99 3,782


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