Intel, turnaround fa volare titolo sopra massimi dell'era dot-com con forte domanda da AI
(Teleborsa) - La forte domanda di processori da parte delle aziende che offrono servizi di intelligenza artificiale (AI) ha spinto i risultati e la guidance di Intel ben sopra le attese, facendo balzare il titolo del colosso statunitense dei chip al suo massimo storico, superando il picco raggiunto durante la bolla dot-com nel 2000.Nel primo trimestre i ricavi della società sono saliti del 7% a 13,8 miliardi di euro vs 12,4 miliardi di euro attesi nel consensus Bloomberg (Data Center a 5 miliardi di euro vs 4,4 miliardi di euro attesi e Foundry a 5,4 miliardi di euro vs 4,8 miliardi di euro attesi), mentre l'EBIT margin adj. è stato al 12,3% vs 3% atteso. Anche la guidance del secondo trimestre è sopra il consensus, con un beat sui ricavi del ricavi del 10% (13,8-14,8 miliardi di euro vs 13 miliardi di euro attesi) e gross margin al 39% vs 36,5%.
"Il messaggio sul turnaround è stato forte: la società si presenta oggi più solida finanziariamente e operativamente, con la priorità che si sposta dalla stabilizzazione all'aumento della capacità produttiva", commenta Equita.
Durante la call il management ha detto che il momentum sulle CPU appare molto positivo, soprattutto con la crescita di inference e agentic AI, con crescita double-digit attesa per il mercato server CPU nel 2026 e momentum anche nel 2027. Intel ha ribadito che la CPU sta tornando centrale nell'architettura AI per orchestrare i carichi di lavoro, gestire il traffico dati e coordinare acceleratori/GPU. Il rapporto CPU/GPU è passato secondo Intel da circa 1:8 a 1:4, con possibile ulteriore movimento verso la parità (portando quindi ad un maggiore numero di CPU necessarie).
La domanda di processori è stata così forte nel primo trimestre che l'azienda ha venduto persino chip che aveva originariamente svalutato, una straordinaria inversione di tendenza. "Si trattava di prodotti fuori specifica o di prodotti legacy che avevamo accantonato e poi abbiamo collaborato con i clienti - ha detto il CFO David Zinsner - Questo ha aiutato molto. Non sono sicuro che avremo questo vantaggio nel secondo trimestre".
Le azioni Intel, prima del balzo odierno (+23% dopo mezz'ora dall'apertura), avevano già guadagnato circa l'80% quest'anno, dopo una crescita di circa l'84% lo scorso anno, grazie alla ripresa sotto la guida del CEO Lip-Bu Tan dopo anni di difficoltà.
Nonostante l'outlook positivo e la revisione al rialzo delle stime da parte della maggior parte delle banche d'affari, c'è qualcuno che invita alla cautela e inserisce la performance di Intel all'interno delle dinamiche di settore. Bank of America ritiene (e ciò è riconosciuto anche da Intel) che la rivale AMD abbia un prodotto CPU server x86 più performante, mentre le varianti basate su ARM (NVDA Vera, AWS Graviton, Google Axion, ARM AGI) potrebbero sottrarre quote di mercato alle x86. Sebbene il management abbia rilevato una tendenza all'aumento del rapporto CPU/GPU, BofA segnala che tale rapporto è già di 1:2 nei cluster NVDA Blackwell (e probabilmente anche nelle TPU di Google). Pertanto, gran parte della forza delle CPU, soprattutto in termini di prezzo, potrebbe svanire con l'aumento della capacità produttiva di TSMC il prossimo anno.
(Teleborsa) 24-04-2026 16:07
Titoli citati nella notizia
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| Equita Group | 5,99 | +0,67 | 17.35.28 | 5,85 | 6,00 | 5,91 |