Borsa, il fondo di fondi si allarga ma sull'EGM sono attese le briciole
(Teleborsa) - Mentre il Fondo Nazionale Strategico Indiretto (FNSI) prende slancio, con l'asticella della raccolta complessiva ora alzata a 1,5 miliardi di euro tra pubblico e privato, si rinnovano i timori che su Euronext Growth Milan (EGM), il mercato di Borsa Italiana focalizzato sulle PMI ad alto potenziale di crescita, arrivino solo le briciole. Secondo una ricerca di Ambromobiliare, ipotizzando l'operatività del cosiddetto fondo di fondi dal 2022, soltanto l'8% delle IPO sarebbero rientrate nei parametri previsti dal FNSI per l'investimento.Sono state considerate ammissibili le società con le seguenti caratteristiche, sulla base delle strategie di investimento rese pubbliche da CDP: raccolta in IPO maggiore di 10 milioni di euro; capitalizzazione in IPO superiore di 50 milioni di euro; flottante minimo del 20%. Inoltre, si è assunto che ciascun fondo investa il massimo ammissibile, ossia fino al 10% della raccolta in IPO - un'ipotesi ottimista -, per ogni IPO avente i requisiti. L'analisi condotta non considera le SPAC e esclude l'operazione di quotazione di Technoprobe, in quanto si tratta di società di grandi dimensioni (market cap in IPO di oltre 4 miliardi di euro).
"L'identik dell'azienda media su EGM è completamente diverso da quello che emerge dai parametri del FNSI - dice a Teleborsa Corinna zur Nedden, amministratrice delegata di Ambromobiliare - L'anno scorso è stato un anno un po' povero, ma comunque la dimensione della raccolta in IPO e della capitalizzazione di mercato al debutto sono molto più basse dei parametri del fondo di fondi".
I risultati della ricerca di Ambromobiliare, società quotata su EGM e focalizzata sulla consulenza finanziaria per società EGM, mostrano che nel periodo 2022-2026, a fronte di 101 IPO, la raccolta complessiva è stata pari a 684 milioni di euro per una raccolta media per singola IPO di 6,8 milioni di euro. Il numero di IPO ammissibili nel periodo considerato sarebbero state 8, per un valore di investimenti rinvenienti dai fondi per 74 milioni di euro.
Se si considera solo il 2025, su 21 operazioni di IPO, ci sarebbe stata solo 1 operazione ammissibile con investimenti derivanti dei fondi per 9 milioni di euro. Al netto dei 2 veicoli di investimento rappresentati da Friends e Praexidia Industrie Strategiche, l'identikit della PMI quotata nel 2025 presenta i seguenti dati medi in IPO: capitalizzazione di 25,2 milioni di euro, raccolta di 5,9 milioni (per il 94% in aumento di capitale) e flottante al 23,9%.
Se si considera un altro scenario meno restrittivo, in cui l'unica condizione da soddisfare per l'ammissibilità dell'investimento è che la raccolta in IPO sia maggiore di 10 milioni di euro (rimane l'ipotesi che ciascun fondo investa il massimo ammissibile), le IPO ammissibili salirebbero a 22 con una raccolta da fondi FNSI pari a 208 milioni di euro.
"L'idea di questo "super fondo" è buona, ci serve, però la criticità che noi vediamo è che i soldi non arriveranno su EGM, che rappresenta appieno il panorama industriale italiano, fatto di tante PMI - afferma zur Nedden - In altre parole, le briciole cadranno dal tavolo, perchè se complessivamente ci sarà più liquidità sul mercato regolamentato ne beneficerà anche l'EGM, ma pensiamo si potesse fare di più".
Il FNSI è stato promosso dal ministero delle Economie e delle Finanze nel 2025, con un certo ritardo rispetto alle ipotesi iniziali, con l'obiettivo di sostenere la crescita delle PMI quotate e quotande e la relativa liquidità dei titoli sul mercato. Il ruolo centrale è svolto da Cassa Depositi e Prestiti, a cui è stata affidata la gestione del progetto, che sta portando alla creazione di nuovi fondi chiusi con un periodo di investimento di minimo 5 anni.
Quando le si fa notare che paletti stringenti sono stati messi anche perchè negli ultimi anni sono arrivate sull'EGM società molto piccole e già traballanti poco dopo l'IPO, l'AD di Ambromobiliare risponde: "Non condivido la critica che spesso viene rivolta al mercato EGM di aver quotato aziende che non dovevano essere quotate. Si tratta di un growth market e bisogna tenerne conto. Sono tipicamente aziende all'inizio del loro percorso di crescita, qualcuno inevitabilmente non andrà bene, ma ci sono esempi di aziende entrate piccolissime e che stanno facendo una crescita incredibile, penso al caso di Officina Stellare che abbiamo seguito noi e di cui sono in CdA. Loro ripetono spesso che solo con la quotazione in Borsa hanno raggiunto quello che stanno facendo adesso".
"È un mercato con sliding doors, dove si entra e si esce molto, ma è perchè si tratta di aziende ancora non pienamente mature - aggiunge zur Nedden - Inoltre, tanti delisting arrivano per le valutazioni basse di società sane, che sono attraenti per il private equity, non solamente perchè ci sono aziende in difficoltà".
Lunedì Affari & Finanza ha scritto che il CdA di CDP ha dato il via libera all'aumento delle risorse per il FNSI e a più tempo alle società di gestione del risparmio (SGR) sottostanti per trovare investitori (il termine per la prima sottoscrizione è stato spostato dal 30 giugno al 31 dicembre 2026). La dotazione del fondo è stata innalzata dai 350 milioni inizialmente ipotizzati a 750 milioni di euro, in arrivo dal veicolo Patrimonio Rilancio, per una raccolta complessiva di oltre 1,5 miliardi di euro.
Al momento, sono già partiti o in fase autorizzativa i veicoli di tredici gestori, la maggior parte dei quali ha già ottenuto il via libera dalle autorità di vigilanza: Eurizon (gruppo Intesa Sanpaolo), Generali Investments, Amundi, Miria (la SGR di Enasarco), Arca, Algebris, Anima, Equita, Ersel, Acomea, Azimut, Quaestio/Banor e Anthilia.
Al fine di ampliare il perimetro investibile e rendere operativa la strategia dei fondi, Ambromobiliare propone una revisione dei criteri minimi di ammissibilità, alla luce dei dati storici degli ultimi cinque anni e considerando l'identikit delle società quotate sull'EGM. In particolare, suggerisce una riduzione della raccolta minima da 10 a 7 milioni di euro e che il massimo di investimento ammissibile per ciascun fondo passi dal 5% al 10% della raccolta in IPO. Il numero di IPO ammissibili nel periodo considerato salirebbero da 22 a 25, per un valore di investimenti rinvenienti dai fondi per 434 milioni di euro.
(Teleborsa) 31-03-2026 15:56
Titoli citati nella notizia
| Nome | Prezzo Ultimo Contratto | Var % | Ora | Min oggi | Max oggi | Apertura |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Azimut | 32,35 | +1,35 | 17.35.11 | 31,79 | 32,60 | 31,84 |
| Officina Stellare | 22,20 | -1,77 | 17.06.11 | 22,20 | 22,40 | 22,20 |
| Anima Holding | 6,575 | +0,23 | 17.35.08 | 6,57 | 6,685 | 6,60 |
| Generali | 34,51 | +0,94 | 17.36.28 | 34,25 | 34,72 | 34,42 |
| Praexidia Industrie Strategiche | ||||||
| Friends | 1,75 | +4,17 | 17.29.10 | 1,67 | 1,75 | 1,67 |
| Ambromobiliare | ||||||
| Technoprobe | 14,28 | -0,76 | 17.35.27 | 14,11 | 14,61 | 14,33 |
| Equita Group | 5,68 | +4,03 | 17.35.21 | 5,39 | 5,68 | 5,39 |
| Intesa Sanpaolo | 5,161 | +1,12 | 17.38.53 | 5,087 | 5,188 | 5,115 |