Borsa: verso avvio in rosso dopo Fed ed escalation in MO, attesa per Bce
Brent +7% a 114 $, gas balza vicino ai 70 euro (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 19 mar - La nuova escalation in Medio Oriente che prende di mira gli asset energetici dell'area e i rischi di una perdurante crisi delle forniture energetiche globali fiaccano i mercati, con i future che indicano un'apertura in profondo rosso per le Borse europee. I contratti sul Ftse Mib arretrano dell'1,7%, mentre quelli dell'Eurostoxx 50 dell'1,8%. Giu' anche i future sul Dax di Francofortre (-1,78%), sul Cac di Parigi (-1,25%) e sull'Ibex di Madrid (-1,07%). Pesa anche l'accelerazione al ribasso di Wall Street nella serata di ieri, dopo che la Fed ha lasciato i tassi fermi e, soprattutto, ha citato le forti incertezze sullo scenario dei prossimi mesi, alzando le stime sull'inflazione.
Dopo l'attacco di Israele al giacimento iraniano di gas di South Pars, il piu' grande al mondo, Teheran ha reagito con due attacchi a un importante hub del gas in Qatar, dall'altra parte del Golfo, e con una raffica di missili lanciati contro la capitale saudita, Riyadh, i cui detriti sono atterrati vicino a una raffineria. Per tutta risposta, Donald Trump ha minacciato di colpire i giacimenti di gas iraniani se Teheran non cessera' gli attacchi contro il Qatar.
L'aumento delle tensioni ha rimesso le ali al petrolio che viaggia in forte rialzo, con il Brent per maggio che vede un rialzo del 7% a 114,8 dollari al barile, mentre il Wti per aprile e' in rialzo dell'1,21% a 97,49 dollari. Balza anche il gas naturale, che balza del 24,8% a 68,22 euro al megawattora.
Ma l'attenzione del mercato e' anche rivolta alle riunioni di politica monetaria delle banche centrali. Ieri la Fed, come da pronostici, ha lasciato invariati i tassi d'interesse. Il Fomc che vede 'incerte' le implicazioni degli sviluppi in Medio Oriente per l'economia statunitense e ha rivisto al rialzo le stime dell'inflazione dal 2,5% al 2,7%, pur vedendo ancora un taglio ai tassi nel 2026. Oggi sara' la volta della Bce, da cui pure e' atteso un mantenimento dello status quo, e della Boe.
Intanto, anche la Banca del Giappone ha lasciato invariato il tasso di interesse di riferimento allo 0,75%, al termine della riunione di politica monetaria, avvertendo tuttavia che l'aumento dei prezzi del petrolio dovuto al conflitto in Medio Oriente spingera' l'inflazione al rialzo. Cosi', anche la Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del principale indice Nikkei del 3.38%.
Perde ancora quota invece l'oro, con il contratto spot in calo dell'1,1% a 4,759 dollari l'oncia. Poco mosso il cambio euro/dollaro a 1,146 (-0,03%), in contrazione dell'1,4% il Bitcoin a 70140,6 dollari.
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