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Dpam: l'ascesa dei fondi Evergreen, la nuova frontiera della liquidita' nei mercati privati - PAROLA AL MERCATO

di Fre'de'ric Bock* e Aure'lie Maillard** (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 2 mag - I mercati privati stanno diventando sempre piu' accessibili agli investitori istituzionali e ai wealth investor attraverso i fondi Evergreen semi-liquidi. Questi veicoli offrono opportunita' periodiche di sottoscrizione e rimborso, introducendo un livello di flessibilita' tradizionalmente assente dagli asset privati. Tuttavia, gli investimenti sottostanti rimangono a lungo termine e intrinsecamente illiquidi. Come puo' un fondo offrire una liquidita' periodica investendo in attivita' destinate a essere detenute per anni? A una prima analisi, gli asset dei mercati privati appaiono intrinsecamente illiquidi. Gli investimenti in private equity, ad esempio, possono richiedere anni prima di generare distribuzioni, poiche' la tempistica delle uscite dipende strettamente da variabili esterne, quali solidita' del mercato M&A o la facilita' di accesso al credito. Anche la gestione della liquidita' risulta complessa: i flussi di cassa sono per natura irregolari, con richiami di capitale legati alle opportunita' individuate dai gestori e distribuzioni subordinate alla vendita o al rifinanziamento delle attivita'. Questo profilo finanziario si discosta nettamente da quello dei titoli quotati, ma presenta sfumature diverse a seconda del segmento scelto. Se il private credit offre spesso flussi cedolari prevedibili grazie al pagamento degli interessi, i rendimenti del private equity rimangono piu' concentrati e vincolati a specifici eventi di uscita.

Il modello Evergreen introduce un cambiamento notevole nel quadro dei mercati privati. A differenza dei tradizionali fondi privati di tipo chiuso, le strutture evergreen operano con flussi in entrata e in uscita continui. Gli investitori possono sottoscrivere su base continuativa e richiedere rimborsi entro finestre predefinite, solitamente mensili o trimestrali. Le valutazioni del portafoglio vengono aggiornate regolarmente attraverso un processo di calcolo del valore patrimoniale netto (Nav). Questo modello richiede quindi un attento allineamento tra il profilo di liquidita' degli asset sottostanti e le caratteristiche di rimborso offerte agli investitori. La gestione di questo equilibrio e' una responsabilita' fondamentale del general partner e richiede di coniugare l'attrattivita' commerciale con una gestione disciplinata della liquidita'.

L'importanza della gestione della liquidita' La stabilita' di una struttura Evergreen si fonda su meccanismi complementari che permettono ai gestori di anticipare e gestire le esigenze di liquidita'. Il primo pilastro e' la gestione delle riserve di liquidita' e delle linee di credito: i fondi mantengono abitualmente una scorta di cassa per onorare rimborsi e richiami di capitale tempestivamente, evitando cosi' la vendita forzata degli asset. Questa quota oscilla solitamente tra il 5% e il 15% del patrimonio, raggiungendo talvolta il 30% in base alla strategia specifica. Definire la dimensione ideale di tale riserva richiede una calibrazione accurata: un livello troppo basso espone il fondo a rischi operativi, mentre un eccesso di liquidita' immobilizza capitale che potrebbe essere investito, penalizzando il rendimento complessivo. Per ottimizzare questa gestione, molti fondi integrano questa riserva con linee di credito per sottoscrizioni, utili a coprire fabbisogni temporanei e a rendere piu' fluidi i passaggi tra investimenti e riscatti. Tuttavia, il ricorso all'indebitamento impone una disciplina rigorosa, poiche' l'indebitamento introduce costi di finanziamento e aumenta la leva finanziaria all'interno della struttura.

Un secondo pilastro risiede nel ritmo di investimento. I portafogli Evergreen sono solitamente costruiti progressivamente su piu' annate, il che significa che gli investimenti vengono effettuati nel tempo piuttosto che concentrati in un unico periodo. Questa diversificazione aiuta a regolarizzare la tempistica delle distribuzioni future. La fase di lancio di un fondo evergreen, specialmente durante il primo anno, rappresenta un momento decisivo. La sfida principale consiste nel bilanciare un rapido impiego del capitale con un'elevata selettivita' degli investimenti.

In questo contesto, puntare su asset capaci di generare rendimenti immediati, come i secondari, e' una strategia intelligente. Parallelamente, l'integrazione di strategie focalizzate sulla creazione di valore nel tempo assicura un approccio armonioso, capace di sostenere i risultati correnti senza rinunciare alla crescita strutturale del portafoglio nel lungo periodo.

I gestori devono inoltre reinvestire le distribuzioni in modo efficiente per mantenere l'esposizione target agli asset privati. Senza questa disciplina, il portafoglio potrebbe accumulare gradualmente un eccesso di liquidita', riducendo la sua capacita' di generare rendimenti a lungo termine. Il ritmo degli investimenti deve inoltre rimanere allineato ai flussi di sottoscrizione, garantendo che l'impiego del capitale si evolva in linea con la crescita del fondo.

* Head of Investment Management ** Global Head B2B Distribution Private Markets di Dpam.

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(RADIOCOR) 02-05-26 14:08:27 (0230) 5 NNNN

 


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