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Candriam: sei settori chiave per investire nella corsa all'autonomia strategica Ue - PAROLA AL MERCATO

di Sylvain De Bus * (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 14 feb - L'autonomia strategica e' emersa come una priorita' fondamentale per l'Europa che punta ora a una maggiore indipendenza nelle decisioni politiche, economiche e di sicurezza.

Sebbene questo "risveglio" dell'Europa abbia innescato un'ondata di iniziative strategiche e azioni politiche, i progressi rimangono disomogenei tra i vari settori: i trasporti, le reti energetiche, le materie prime critiche e la difesa sono quelli che stanno avanzando maggiormente spinti dall'urgenza politica.

Mentre il rapporto Draghi stima che l'Europa richiedera' ulteriori 750-800 miliardi di euro in investimenti annuali (circa il 4,5% del Pil Ue del 2023) sia dal settore pubblico che da quello privato, diverse proposte ambiziose sono gia' state lanciate, segnalando un passaggio da un approccio guidato dal mercato a una politica industriale piu' strategica.

L'entita' degli investimenti richiesti nei vari settori e' ingente, evidenzia l'importanza dei finanziamenti sia pubblici che privati e sta gia' iniziando a creare chiare opportunita' per gli investitori. Le azioni europee mantengono prezzi ragionevoli rispetto a molte controparti statunitensi; offrono inoltre un ampio mix di settori, molti dei quali destinati a beneficiare di un supporto politico a lungo termine in aree come l'energia, la difesa e la tecnologia.

Abbiamo gia' assistito a forti guadagni delle societa' legate alla Germania e nei settori dell'aerospazio e della difesa.

Ai prezzi attuali questi titoli non sono piu' economici, ma questi comparti non sono ancora ampiamente presenti nei portafogli degli investitori. Se a cio' si aggiunge una solida crescita delle vendite e degli utili, la difesa diventa un tema che potrebbe essere difficile da ignorare nei prossimi anni.

Guardando al futuro, queste tendenze potrebbero favorire le societa' europee piu' cicliche e domestiche, nonche' quelle che forniscono accesso a tecnologie chiave: - Aerospazio e difesa: Dopo una forte corsa, le valutazioni stanno iniziando a normalizzarsi, creando nuovi punti di ingresso. La spesa per la difesa rimarra' probabilmente elevata data la persistente minaccia russa e la necessita' di ricostruire le capacita' militari. Privilegiamo le aziende che beneficiano dell'aumento dei budget tedeschi per la difesa e quelle le cui valutazioni appaiono ancora ragionevoli.

- Tecnologia - Attrezzature per semiconduttori: L'Europa e' leader globale in alcune aree critiche, come le macchine per la produzione di chip e i chip specializzati per l'energia e l'IA. Cio' sostiene l'indipendenza digitale e la competitivita' europea, supportata da politiche come lo European Chips Act. Con una crescita attesa della domanda di chip e le valutazioni scese dai picchi del 2024, riteniamo l'investimento interessante nel lungo periodo.

- Materiali e Costruzioni: Questo settore beneficia della maggiore spesa per le infrastrutture in Germania, della futura ricostruzione dell'Ucraina e dei piu' ampi piani di investimento in tutta Europa. Segmenti come i materiali da costruzione offrono ancora opportunita' a valutazioni ragionevoli.

- Utility: sono sostenute dai piani energetici dell'Ue (incluso il RePowerEU) e dal passaggio a un'energia piu' pulita e sicura. Dovrebbero inoltre trarre vantaggio dalla necessita' di rafforzare la rete elettrica e dalla crescente domanda di energia con la ripresa dell'industria e lo sviluppo dei data center per l'IA. Nel complesso, il settore rimane valutato correttamente rispetto al mercato piu' ampio.

- Banche: I fondamentali del settore rimangono robusti, sostenuti da un'economia Ue resiliente grazie ai piani di investimento e alla politica fiscale. La domanda di credito potrebbe riprendersi gradualmente grazie agli investimenti delle aziende e ai mutui delle famiglie. Il margine di interesse netto sembra aver toccato i minimi dato che la Bce ha sospeso i tagli dei tassi, mentre le banche europee rimangono strutturalmente ben capitalizzate. Nel complesso, le valutazioni non appaiono eccessive.

- Piccole e medie imprese europee: Le societa' piu' piccole potrebbero offrire un potenziale di rendimento interessante nei prossimi anni. Esse scambiano ancora a livelli di valutazione bassi nonostante una politica monetaria piu' favorevole, forti investimenti pubblici e l'allentamento delle pressioni derivanti dai costi energetici e dall'inflazione.

Concentrandosi sui temi strategici emergenti dell'Europa, gli investitori possono quindi posizionare i propri portafogli per una trasformazione che potrebbe plasmare il prossimo ciclo di crescita della regione.

* Deputy Head of Global Bonds di Candriam "Il contenuto delle notizie e delle informazioni trasmesse con il titolo "Parola al mercato" non puo' in alcun caso essere considerato una sollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma di investimento ne' raccomandazioni personalizzate a qualsiasi forma di finanziamento. Le analisi contenute nelle notizie trasmesse nella specifica rubrica sono elaborate dalla societa' a cui appartiene il soggetto espressamente indicato come autore.

L'agenzia di stampa Il Sole 24 Ore Radiocor declina ogni responsabilita' in ordine alla veridicita', accuratezza e completezza di tali analisi e invita quindi gli utenti a prendere atto con attenzione e la dovuta diligenza di quanto sopra dichiarato e rappresentato dalla societa'".

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(RADIOCOR) 14-02-26 14:14:21 (0294) 5 NNNN

 


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