Aberdeen Investment: la Fed verso un posizionamento neutrale - PAROLA AL MERCATO
di Ray Sharma-Ong* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 30 apr - La Fed ha reagito ai crescenti rischi di inflazione prendendo atto del pericolo di un aumento dei prezzi dell'energia causato dal conflitto. Cio' e' stato sottolineato da tre nuovi voti contrari espressi da membri del FOMC, che si sono opposti al mantenimento di un orientamento accomodante nella dichiarazione politica.
Le previsioni sono passate da un taglio completo dei tassi entro il 2027 a una probabilita' del 50% di un aumento dei tassi entro il 2027, riflettendo i timori che la Fed possa essere piu' incline a procedere con la transizione da una politica accomodante a una neutrale, alla luce dei crescenti rischi di inflazione.
Se da un lato l'orientamento della Fed si sta avvicinando gradualmente alla neutralita', dall'altro le dinamiche di politica monetaria sono destinate a evolversi ulteriormente una volta che Kevin Warsh assumera' formalmente la carica di presidente.
Qualora le restrizioni all'approvvigionamento energetico attraverso lo Stretto di Hormuz dovessero attenuarsi entro maggio o giugno 2026, la Fed probabilmente rivalutera' il rischio di persistenza dell'inflazione, poiche' si ridurrebbe il canale di trasmissione dell'energia ai prezzi complessivi.
In questo scenario, la necessita' di una risposta politica restrittiva sarebbe ridotta. Prevediamo che la Fed privilegera' la pazienza rispetto a un inasprimento reattivo, un errore politico che Warsh difficilmente correra' come sua prima decisione sostanziale.
Non ci aspettiamo un nuovo 2022 In questo contesto, prevediamo che le azioni saranno favorite, poiche' agiscono come strumenti che anticipano i prezzi futuri anziche' riflettere la situazione attuale. Tale prospettiva poggia innanzitutto su un posizionamento ancora contenuto: nonostante il rialzo di aprile, gli afflussi retail restano inferiori del 50% rispetto ai picchi di gennaio 2026, mentre le allocazioni istituzionali sfiorano i minimi dalla meta' del 2025, mentre la liquidita' nei fondi permane elevata al 4,5%.
Il recente movimento e' stato trainato principalmente dalle coperture sulle posizioni short degli hedge fund - stimate quasi tre volte superiori alle nuove posizioni long - il che suggerisce un rialzo tecnico e sottovalutato piuttosto che una fase di euforia.
A supporto di cio', il contesto macroeconomico risulta piu' favorevole rispetto al 2022: l'indice salariale della Fed di Atlanta, sceso al +4,0% al +6,5% del 2022, indica minori pressioni di secondo impatto su salari e prezzi. Infine, i tassi attuali della BCE (2%) e della Fed (3,75%) si attestano sopra o in prossimita' del livello neutro, garantendo un margine di sicurezza superiore contro nuove spinte inflazionistiche.
*Deputy Global Head of Multi-Asset Bespoke Solutions, Aberdeen Investments.
Red-
(RADIOCOR) 30-04-26 13:09:17 (0470) 5 NNNN