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Vertice Ue: i 27 si misurano su agenda e scadenze di un 'big bang', decisioni a marzo - FOCUS

Costa parla della necessita' di una rottura con il passato (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Bilzen, 12 feb - Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha sintetizzato cosi' lo sforzo che la Ue dovrebbe fare: realizzare un 'big bang'. Per rafforzare il mercato interno - leva per fronteggiare le sfide poste da una Cina sempre piu' aggressiva ed affrontare le politiche coercitive di Trump - occorre una rottura profonda con il passato nella regolazione europea. Farlo non e' cosi' facile come dirlo. I leader non devono prendere decisioni oggi, pero' stanno verificando spazio e volonta' per avanzare su alcuni punti chiave: integrazione dei mercati finanziari con vigilanza in parte centralizzata; difesa della produzione europea negli appalti e nei finanziamenti pubblici; semplificazione normativa; connessioni energetiche e prezzi ridotti dell'energia.

In mattinata i leader hanno ascoltato Mario Draghi, autore del rapporto sulla competitivita': e' filtrato che Draghi ha riproposto analisi e ricette gia' note, ha chiesto uno sforzo politico di coraggio perche' i tempi in cui il declino economico e di 'potenza' dell'Unione europea puo' diventare un dato strutturale sono piu' rapidi di quanto si immagini.

Rispetto a quanto venne pubblicato il suo rapporto (settembre 2024) le condizioni dell'economia 'sono peggiorate', ha detto l'ex premier ed ex presidente della Bce. Draghi non usa il termine 'magico' del 'whatever it takes' (quanto e' necessario) che nell'estate 2012 fu l'argine per la salvezza dell'euro (allora era a capo della Bce). Ma e' questo il tipo di azione richiesto. Il problema e' che mentre a Draghi basto' quella frasetta affinche' cambiasse il gioco, alla Ue non basta l'evocazione.

Nel pomeriggio i Ventisette ascoltano Enrico Letta, autore del rapporto sul mercato interno che data aprile 2024. I due rapporti si complementano, tutti dicono che sono alla base delle politiche Ue. Pero' dopo cosi tanto tempo tuttistanno misurando la distanza fra i ploclami e le realizzazioni. La colpa e' anche vostra, ha detto alla vigilia la presidente della Commissione Ursula von der Leyen. Ha ragione, pero' chi deve vigilare e costringere gli Stati ad applicare le regole del mercato interno se non Bruxelles? Un rapporto di Deutsche Bank fa l'elenco dei passi compiuti partendo da un'analisi puramente quantitativa dall'European Policy Innovation Council: a gennaio solo il 15,1% delle 383 raccomandazioni sono state realizzate pienamente, 38,9% se si tiene conto dei progressi parziali. Deutsche Bank indica che la maggior parte dei progressi riguarda l'industria della difesa sostenuta dalla maggiore spesa pubblica (a dicembre c'e' stata la decisione di un prestito a Kiev fino a 90 miliardi grazie all'emissione di debito comune europeo, dopo l'operazione Safe, strumento per finanziare la difesa comune adottato lo scorso maggio con 150 miliardi di euro raccolti sul mercato con bond europei - altro debito comune). Poi alcuni progressi sulla riduzione degli oneri normativi europei (lavoro in corso) e l'eliminazione di barriere al mercato interno. Progressi limitati per colmare il divario di innovazione con gli Stati Uniti, e limitati anche sulle misure per integrare i mercati finanziari e ridurre i prezzi dell'energia anche attraverso il rafforzamento delle connessioni energetiche. Il prodotto di risparmio europeo comunemente creato da un gruppo di paesi leader e' rimasto nel cassetto, la partita dei mercati dei capitali si gioca in gran parte sulla supervisione da centralizzare a livello europeo (argomento assai controverso ma accettato come principio dalla Germania). I negoziati sono in corso.

Antonio Pollio Salimbeni - Aps.

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(RADIOCOR) 12-02-26 17:57:25 (0577)EURO 5 NNNN

 
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