Notizie Radiocor

Eurogruppo: gli europei si allineano al G7, il vero timore e' la stagflazione - FOCUS - 2-

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Bruxelles, 9 mar - La stagflazione accoppia stagnazione economica e aumento dell'inflazione. Senza riandare ai due choc petroliferi degli anni Settanta, anche nel 2022 aveva ripreso forma lo spettro della stagflazione, tuttavia molte erano - e sono - le differenze rispetto a 50 anni fa: le politiche economiche dopo l'esperienza della pandemia sono risultate piu' prudenti e piu' attente al sostegno di imprese e famiglie, il mercato del lavoro si e' dimostrato piu' in grado di fronteggiare lo choc economico, e' stato avviato il distacco dalla dipendenza dall'energia fossile russa, la politica monetaria ha facilitato il contesto.

Simone Tagliapietra del centro di ricerca di Bruxelles Bruegel ha ricordato che l'Europa 'e' molto meno dipendente dal petrolio e dal gnl del Golfo rispetto a Cina, India, Giappone o Corea del Sud, ma non e' isolata'. In ogni caso 'la vulnerabilita' piu' pronunciata dell'Europa e' il gnl': se i flussi attraverso lo Stretto di Hormuz si riducono la disponibilita' 'spot' globale diminuirebbe e l'Europa dovrebbe competere con gli acquirenti asiatici come si e' visto durante la crisi energetica del 2021-2023. Gia' sta succedendo.

Il Premio Nobel Paul Krugman sostiene che 'la situazione e' critica (Dire Straits) e in questo caso il tempo e' importante' perche' lo Stretto di Ormuz non si chiude come si chiude un rubinetto che puo' essere rapidamente riavviato: 'Una chiusura dello Stretto di due settimane ha un impatto negativo sull'offerta globale di petrolio piu' che doppio rispetto a una chiusura di una sola settimana. Se questo dovesse protrarsi per diverse settimane - ed e' facile immaginare che cio' accada - i prezzi del petrolio, che si sono leggermente ritirati dai massimi di questa mattina presto, potrebbero salire notevolmente'. Ciononostante Krugman conclude che 'e' prematuro prevedere una crisi economica globale. I prezzi ora sono piu' o meno ai livelli di shock della Russia: lo choc e' stato terribile, ma non ha causato recessioni ne' negli Stati Uniti ne' in Europa'.

Il ministro Giorgetti segnala che ora 'il rischio economico e' di nuovo la fiammata provocata dall'aumento dei prezzi dell'energia, sarebbe grave pensare che la soluzione possa passare per una stretta monetaria'.

Per la verita' le reazioni della Bce appaiono oltremodo caute per ora. Isabel Schnabel, del board Bce, ha sostenuto che 'nel breve termine, il recente aumento dei prezzi dell'energia a seguito delle tensioni in Iran rende piu' incerto il percorso dell'inflazione. Tuttavia, finche' le deviazioni dal nostro obiettivo - in entrambe le direzioni - rimarranno temporanee e limitate, con aspettative di inflazione ben ancorate, esse avranno una rilevanza limitata per le decisioni di politica monetaria, poiche' si verificano naturalmente quando un'economia e' esposta alla volatilita' dei prezzi dell'energia. Cio' che conta per la politica monetaria sono le prospettive di medio termine, ovvero se le dinamiche dei prezzi sottostanti e l'andamento salariale siano coerenti con l'obiettivo nell'orizzonte temporale rilevante per la politica monetaria'.

Antonio Pollio Salimbeni - Aps

(RADIOCOR) 09-03-26 18:47:15 (0537) 5 NNNN

 


Borsa Italiana non ha responsabilità per il contenuto del sito a cui sta per accedere e non ha responsabilità per le informazioni contenute.

Accedendo a questo link, Borsa Italiana non intende sollecitare acquisti o offerte in alcun paese da parte di nessuno.


Sarai automaticamente diretto al link in cinque secondi.