Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione di terze parti per proporti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per maggiori informazioni, ti invitiamo a consultare la nostra cookie policy. Cliccando su “Continua” o proseguendo nella navigazione acconsenti all’utilizzo di tali cookie.

Sotto la Lente

Short Selling

06 Giu 2008 - 12:31

Lo Short Selling è un operazione finanziaria che consiste nella vendita di strumenti finanziari non posseduti con successivo riacquisto



La vendita allo scoperto (o short selling) è un operazione finanziaria che consiste nella vendita di strumenti finanziari non posseduti  con successivo riacquisto. Questa operazione si effettua se si ritiene che il prezzo al quale gli strumenti finanziari si riacquisteranno sarà inferiore al prezzo inizialmente incassato attraverso la vendita.

Nel caso in cui si verificasse quanto detto, il rendimento complessivo dell'operazione sarà positivo; al contrario risulterà negativo se il prezzo dello strumento è aumentato. Intro Short Selling

Colui che decide di vendere strumenti finanziari allo scoperto, non essendo in possesso degli stessi, deve richiederli in prestito ad un broker e, entro una certa scadenza, riacquistare gli strumenti per riconsegnarli al cedente. Solitamente, per il prestito suddetto, viene pagato un interesse annuale al broker in relazione alla durata in giorni dell'operazione di vendita allo scoperto. Oltre a pretendere l'interesse annuale stabilito (che può variare anche in base al singolo titolo), il broker richiede un margine di garanzia per l'operazione (ad esempio il 50% del controvalore scambiato).

La logica che sta dietro ad una operazione di vendita allo scoperto è invertita rispetto a quella di una normale operazione, la quale prevede prima l'acquisto e poi la vendita dello strumento e che può quindi essere utilizzata in fasi di discesa dei mercati.

Ricordiamo inoltre che il profitto potenziale in caso di vendita allo scoperto, è ridotto rispetto ad una normale operazione di acquisto con successiva vendita. Se infatti non c'è un limite superiore all'apprezzamento del valore di uno strumento finanziario, c'è un limite inferiore pari a zero. Parallelamente, in virtù di questa considerazione, per il venditore allo scoperto la perdita potenziale è illimitata. E' questo il motivo per cui, come detto in precedenza, il broker non solo congela i fondi provenienti dalla vendita allo scoperto, a garanzia e copertura del successivo riacquisto, ma richiede anche un ulteriore importo (il margine di garanzia)  per tutelarsi dalla possibilità che il venditore riesca a ricoprirsi riacquistando i suddetti strumenti finanziari con prezzi considerevolmente maggiori a quelli di vendita.

Il broker ovviamente provvede a svincolare il margine nel momento in cui gli strumenti vengono riacquistati e, di conseguenza, la posizione viene chiusa.

E' inoltre possibile che il broker preveda l'estinzione anticipata della vendita allo scoperto in caso di operazioni societarie (aumenti di capitale, raggruppamenti, scissioni, fusioni, frazionamenti, dividendi esenti da ritenuta, ecc.).

Tale comportamento trova giustificazione negli articoli 1813 e seguenti del Codice civile secondo i  quali con l'operazione di prestito, gli strumenti finanziari oggetto del contratto ed i diritti accessori (di intervento all'assemblea, di voto, diritto di recesso, diritto alla quota di liquidazione) passano in proprietà di colui che li riceve in prestito. A colui che presta peraltro resta il diritto all'assegnazione di azioni nel caso di aumento gratuito del capitale e di opzione in caso di aumento a pagamento. Se poi durante il prestito la società emittente distribuisce dividendi o altri utili soggetti a ritenuta, il broker potrebbe addebitare al beneficiario del prestito una commissione straordinaria pari allo stesso importo del dividendo o dell'utile distribuito.

Un esempio può chiarire l'operazione:

Supponiamo che un investitore ritenga che il titolo X vada incontro ad un movimento dei prezzi ribassista, egli può decidere di vendere questo titolo anche se non lo possiede. Ad esempio decide di vendere 1000 azioni X al prezzo corrente, poniamo 10 euro. Verificata la disponibilità da parte del broker a prestare il quantitativo del titolo X oggetto di vendita, l'investitore vende ed incassa il controvalore, pari a 10.000 euro. Il broker congela quanto l'investitore ha incassato dalla vendita più un ulteriore importo detto margine di garanzia (supponiamo il 50%, quindi 5.000 euro). Qualora l'operazione non venga chiusa in giornata, il broker richiederà all'investitore il pagamento di un interesse sul controvalore dell'operazione, supponiamo pari al 20% su base annua. L'importo degli interessi dipenderà dalla durata dell'operazione. Ipotizzando che questa sia di 5 giorni, gli interessi da pagare saranno pari a (10.000 euro x 20 x 5) / 36500, cioè a 27,7 euro. Supponiamo che, dopo 5 giorni, alla data di chiusura dell'operazione, le previsioni si siano rivelate esatte e il prezzo del titolo sia sceso a 9 euro. L'investitore potrà riacquistare 1000 azioni X al prezzo di 9 euro spendendo 9.000 e restituirle al broker che glie le aveva prestate. Il profitto totale realizzato sarà pari a 972,3 euro (cioè 10.000 – 9.000 – 27,7). 

Short Selling