ETF attivi, ETC ed ETN: come evolve il mercato italiano
Starting Finance, 20 Lug 2026 - 11:01La trasformazione del mercato degli Exchange Traded Products
Quando parliamo di ETP, ovvero Exchange Traded Products, la nostra mente corre subito a un concetto preciso: efficienza.
Strumenti liquidi, trasparenti e negoziabili in tempo reale che per anni sono stati sinonimo di gestione passiva, ovvero la replica fedele di un indice di mercato.
Ma il mondo degli investimenti sta cambiando, e ETFPlus, attraverso l’infrastruttura di Euronext, è al centro di questa trasformazione profonda che integra oggi ETF, ETC ed ETN in un ecosistema sempre più sofisticato.
E per comprendere questa evoluzione dobbiamo guardare alla microstruttura del mercato.
L'architettura finanziaria dietro la liquidità
ETFplus non è un semplice luogo di scambio, ma un’infrastruttura regolata che garantisce trasparenza, efficienza e liquidità attraverso il ruolo fondamentale dei liquidity provider, che assicurano che i prezzi degli strumenti rimangano costantemente allineati al valore del sottostante.
Questa architettura consente di negoziare in un unico ambiente strumenti che spaziano dalla gestione passiva a quella attiva, fino a prodotti strutturati come ETC ed ETN, che offrono esposizioni tattiche su materie prime e indici complessi.
L'ascesa degli ETF attivi
I dati di maggio 2026 confermano una traiettoria di espansione robusta: le masse degli ETF quotati in Italia hanno superato i 204 miliardi di euro, con volumi di scambio che nei primi cinque mesi dell’anno hanno sfiorato i 98,4 miliardi di euro.
Questa crescita non è solo quantitativa, ma qualitativa: da inizio anno sono stati quotati su Borsa Italiana 130 nuovi strumenti, di cui 54 a gestione attiva.
Il segmento degli ETF attivi, in particolare, è passato da 144 strumenti a quota 310 tra l’inizio del 2025 e maggio 2026, con le masse in gestione che sono passate da 9,1 miliardi a 14,6 miliardi di euro, segnando un incremento del 60%.
Il valore della flessibilità nello scenario macroeconomico
Insomma, la gestione attiva si sta confermando come una componente strutturale dell’asset allocation ed il motivo è semplice…
Con mercati caratterizzati da incertezza macroeconomica, tassi elevati e tensioni geopolitiche, un gestore che ha la possibilità di aggiustare l'esposizione, ribilanciare o sottopesare determinati comparti entro i vincoli rigorosi del KID, offre una flessibilità che la semplice replica non può garantire.
Non si tratta quindi di sostituire la gestione passiva, ma di aggiungere alla “tavolozza” dell'investitore strumenti capaci di navigare rotazioni settoriali complesse, combinando efficienza operativa e selezione professionale.
Equity vs ETP: due logiche di mercato a confronto
Ma tornando alle novità strutturali…
È necessario distinguere nettamente tra il mercato dell’Equity, dove la distribuzione diretta in IPO ha come finalità ultima il reperimento di capitale di rischio per finanziare l’innovazione e lo sviluppo aziendale, e il comparto ETP.
Negli ETP, il ruolo dell’infrastruttura di mercato come ETFplus non è quello di convogliare capitale verso le società sottostanti, ma di garantire accessibilità, efficienza nella negoziazione e la fungibilità dello strumento.
Come dicevamo prima quindi, il compito cruciale dell'infrastruttura è assicurare la liquidità e la negoziazione continua attraverso il costante impegno dei Liquidity Provider,
che operano per mantenere lo spread bid-ask ristretto e il prezzo di mercato costantemente allineato al valore del NAV, indipendentemente dalla natura o dalla capitalizzazione dei sottostanti contenuti nel paniere.
L'unificazione europea: Euronext ETF Europe
E da questo punto di vista, la svolta è anche europea…
Con il lancio di Euronext ETF Europe, il Gruppo ha infatti unificato quotazione, negoziazione, clearing e settlement in un unico ecosistema pienamente integrato.
Prima una società emittente doveva quotare lo stesso identico ETF su più borse nazionali diverse (Milano, Parigi, Amsterdam…), disperdendo i volumi di scambio e costringendo gli investitori a negoziare solo con la liquidità presente sul proprio mercato locale.

Oggi invece, l’investitore che opera tramite il proprio broker, può accedere a un mercato europeo armonizzato.
Con formazione dei prezzi più efficiente, liquidità aggregata molto più profonda e soprattutto riduzione dello spread bid-ask…
Nuove frontiere: l'accesso regolamentato alle Crypto
Insomma, in Italia ed in Europa non ci saranno più barriere, con innovazioni che toccano anche classi di attivo “inedite”.
Euronext ha infatti potenziato l’accesso professionale agli asset digitali con il lancio di un segmento dedicato alle Crypto su base ETP.
Oggi è possibile esporsi al mondo delle valute digitali con la sicurezza, la trasparenza e la regolamentazione che solo un mercato ufficiale come quello di Borsa Italiana può garantire, superando i rischi e le opacità tipiche delle piattaforme di scambio decentralizzate.
Un hub competitivo globale
Il mercato italiano si conferma così un osservatorio neutro e d’avanguardia per l’intera industria europea, con una platea di emittenti che vede la presenza di 40 emittenti tra i più importanti gruppi finanziari a livello globale.
Dai giganti internazionali come iShares, Amundi, Xtrackers e Vanguard, fino ai nuovi player attivi, in costante espansione.
Ecco come Euronext ETF Europe si conferma sempre più un hub competitivo per le strategie d'investimento.
Anche grazie alla disponibilità di strumenti granulari di ricerca e di dati ufficiali sempre aggiornati sul sito di Borsa Italiana.
Insomma…
In un contesto dove la gestione di dati e flussi è sempre più utile per strutturare la propria strategia, Borsa Italiana si conferma al passo con i tempi.
E mentre la convergenza tra gestione attiva e infrastrutture paneuropee continuerà a ridurre le inefficienze, Euronext ETF Europe sarà sempre più il luogo d'elezione per chi cerca efficienza, liquidità e profondità strategica.
Link utili
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