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Formazione Sotto la Lente

Analisi tecnica: definizione, origini e principi fondamentali

FTA Online News, Milano   07 Giu 2018 - 10:23

Cos'è l'analisi tecnica dei mercati finanziari e quali sono le sue origini. Un approfondimento sui principi fondamentali dell'analisi grafica.



Charles Dow (1851-1902, fondatore del Wall Street Journal e inventore dell’indice Dow Jones Industrial Average) viene considerato universalmente il padre della Analisi Tecnica, cioè di quella disciplina che analizza l'andamento dei mercati finanziari (azioni, indici borsistici, futures, valute ecc.) attraverso lo studio dei grafici (serie storiche delle quotazioni) ed attraverso l'utilizzo di metodi matematico-statistici applicati alle serie storiche. All’inizio del ‘900 ne gettò infatti le basi teoriche affermando i principi di base della disciplina.

I prezzi e le “maree”

Il fine di Dow era quello di poter utilizzare il comportamento del mercato azionario come un indice dell'andamento generale dell'economia.

Dow si ispirò all’osservazione continuativa dei moti delle maree da cui derivò alcune regole generali: ondate crescenti in dimensione e potenza segnalano l’arrivo dell’alta marea, mentre la bassa marea è anticipata da un affievolirsi progressivo della forza delle onde.

Così succede anche sulla rappresentazione grafica dell’andamento dei prezzi di una azione o di un indice, quando le fluttuazioni successive toccano punte sempre maggiori, si può identificare una fase di "alta marea", o di trend crescente, viceversa quando le fluttuazioni successive vanno ad interessare valori sempre inferiori si può parlare di "bassa marea", di un trend discendente.

Charles Dow sviluppò nel 1897 due indici di mercato, l'Industrial Average ed il Rail Average (all’inizio formati rispettivamente da 12 e 20 titoli azionari), indici che vengono utilizzati ancora oggi e che hanno preso il nome di Dow Jones Industrials Average e di Dow Jones Transportation Average.

I 6 principi fondamentali dell’analisi grafica

Quella che oggi viene studiata come la "Dow Theory", cioè i principi fondamentali dell'analisi grafica, deriva da una serie di articoli pubblicati dallo stesso Dow sul Wall Street Journal in un periodo compreso tra il 1900 e il 1902, articoli che furono in seguito organizzati in modo logico da WilIiam P. Hamilton e da Robert Rhea.

Di seguito si riportano i sei principi fondamentali.

  1. Gli indici scontano qualsiasi informazione disponibile. In altre parole il prezzo dell’oggetto di contrattazione sconta immediatamente ed in qualsiasi momento tutte le notizie note.
  2. L’andamento di mercato può essere scomposto in tre trend. Dow individua tre tipi di trend (fase di direzionalità dei prezzi): quello Primario o Major trend di una durata perlomeno di un anno all’interno del quale si possono distinguere il “trend Secondario” della durata di alcune settimane e di direzione opposta al “trend Primario” e il “trend Minore” di una durata generalmente inferiore alle tre settimane nella stessa direzione del “trend Primario”.
  3. Il trend ha tre fasi. Dow distingue tre fasi: quella di accumulazione, quella di partecipazione pubblica e quella di distribuzione. In caso di uptrend (tendenza rialzista) la prima fase è quella di accumulazione: solo gli attori di mercato più lungimiranti ed informati effettuano acquisti poiché non si sono ancora diffuse notizie positive sul ciclo economico. Segue la fase di partecipazione pubblica: sul mercato si diffondono le notizie positive ed i prezzi cominciano a salire (talvolta rapidamente). Nell’ultima fase, quella distributiva, i prezzi scontano ormai ogni notizia positiva (poiché di pubblico dominio): coloro che hanno acquistato nella prima fase cominciano a vendere e nel mercato continuano ad acquistare solo i piccoli risparmiatori attratti dalla precedente e vistosa crescita, fino a che non giunge l’inversione di trend. Il trend ribassista inizierà quindi, al contrario di quello rialzista, con una distribuzione e si completerà con una accumulazione.
  4. Gli indici devono confermarsi a vicenda. Dow si riferiva all’indice industriale ed a quello dei trasporti. Egli riteneva infatti che un nuovo massimo potesse essere segnale di una prosecuzione del trend in essere solo se realizzato da entrambi gli indici considerati (senza che fosse necessaria una stretta coincidenza temporale).
  5. Il volume conferma il trend. Per “volume” si intende il numero delle transazioni effettuate durante un certo periodo di tempo. Secondo Dow in un uptrend il volume dovrebbe aumentare quando i prezzi crescono e dovrebbe contrarsi quando i prezzi scendono. Se viceversa i prezzi salgono ed i volumi si contraggono, se c'è una divergenza tra l'andamento delle due grandezze, molto probabilmente si avvicina una fase di inversione della tendenza dei prezzi.
  6. Un trend rimane tale finché non viene negato. I trends, al rialzo ed al ribasso, sono caratterizzati da un consistente abbrivio, tendono cioè a muoversi nella direzione che le ha caratterizzate fino a quel momento piuttosto che ad invertirla.

I postulati di base

Dopo l’introduzione storica è necessario approfondire i postulati di base su cui si costruisce la teoria e quindi la pratica dell’analista tecnico. Postulati che emergono da una analisi strettamente empirica ma facilmente riscontrabile nell’andamento quotidiano dei mercati finanziari:

  1. le quotazioni scontano qualsiasi informazione disponibile. L'analista tecnico ritiene che il livello di mercato di un qualsiasi strumento finanziario sia il risultato della combinazione di tutte le notizie e aspettative politiche, economiche e finanziarie che possono teoricamente modificarne l'andamento; di conseguenza, nello studio "tecnico" del prezzo sono già racchiusi tutti gli elementi disponibili utili al fine di un'elaborazione previsionale;
  2. le quotazioni si muovono secondo una tendenza, o trend. Questo punto è quello centrale di tutti gli studi che riguardano un grafico. Senza accettare questa affermazione lo studio dei grafici perde di significato. Non è così scontato che questo postulato venga riconosciuto come valido: secondo alcune teorie economiche tradizionali, come quella del "random walk" (“percorso casuale”), è impossibile pretendere di individuare una tendenza definita per i mercati finanziari. Agli scettici l'analista tecnico può opporre solo l'esperienza empirica;
  3. la storia si ripete. Questo postulato si basa sullo studio della psicologia umana: poiché il comportamento dei mercati è dettato dalle decisioni dell'uomo e poiché gli atteggiamenti umani tendono a mantenersi simili in situazioni simili, ne consegue che anche l'andamento grafico dei mercati tenderà a essere simile a quello passato al verificarsi di situazioni analoghe. Da tale assunto deriva la parte dell'analisi tecnica più conosciuta ai non addetti ai lavori, quella che si occupa dello studio delle configurazioni grafiche (doppi massimi e minimi, testa spalle rialzista e ribassista solo per citarne alcune) la cui affidabilità deriva proprio dal fatto che si ripresentano con caratteristiche simili in fasi successive di mercato.

Come individuare un trend 

Il trend viene individuato da una serie di massimi e minimi successivamente crescenti nel caso di una tendenza al rialzo, decrescenti in caso di una al ribasso, e rimane tale fino a che non si verifica la condizione contraria. Sta all'analista tecnico riuscire a individuare la fase direzionale del mercato e riconoscere i potenziali livelli critici di inversione o di continuazione. In caso sia impossibile individuare una direzione dominante nell'andamento dei prezzi è più corretto parlare di trend laterale piuttosto che di assenza di trend. La tendenza può quindi assumere tre direzioni, al rialzo, al ribasso, e laterale.

Il riconoscimento di queste tre tipologie di tendenza ed il passaggio da una ad un'altra è la funzione primaria dell'analisi tecnica. È infatti principalmente intorno alle fasi di inversione che verranno strutturate le strategie operative.  Tuttavia, se in taluni casi è relativamente semplice riconoscere il tipo di tendenza con la quale si muovono i prezzi, in altri è necessario fare ricorso a strumenti più sofisticati della semplice osservazione per determinare la direzione del trend. La ricerca della risposta alla domanda "in che tipo di tendenza mi trovo?" - che dovrebbe essere alla base dello studio di ogni grafico- a volte non è immediata: proprio per cercare di trovare una risposta in ogni situazione, anche quelle meno intuitive, che sono nati tutti i diversi filoni di studio dei grafici che vanno sotto il nome di analisi tecnica.

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