BCE: più aspra la stretta sul credito bancario

Ristretti gli standard per la concessione di credito alle imprese e alle famiglie.



FTAOnline News, Milano, 29 Apr 2011 - 13:36

Secondo un’ indagine condotta da Bankitalia sul credito bancario nell'ambito di quella condotta dall’Eurosistema, le banche italiane hanno irrigidito un po’ i criteri per i prestiti a famiglie e imprese nel primo trimestre del 2011  e le previsioni degli intermediari parlano di una stabilità per i finanziamenti alle aziende e una lieve stretta alle famiglie.

Nel dettaglio

Secondo l’analisi, è aumentato il margine applicato dalle banche sui prestiti alle aziende specie quelli più rischiosi e, in misura minore, su quelli alle famiglie per i mutui immobiliari e il credito al consumo.

Nel primo trimestre del 2011 la quota di banche che hanno riferito inasprimento sui criteri di concessione di credito alle imprese è risultata prevalente del 4%, riporta la Bce, mentre negli ultimi tre mesi del 2010 si era registrata una percentuale nulla. Sul credito alle famiglie, la quota di banche che ha riferito di inasprimenti sulla concessione di mutui per l’acquisto di abitazioni è salita al 13%, dal 9% dei tre mesi precedenti, mentre riguardo al credito al consumo la quota di banche che ha riferito di inasprimenti è salita al 7% , dal 2% dei tre mesi precedenti.

Secondo lo studio inoltre pare che per i prossimi tre mesi aumenti la domanda dei prestiti da parte delle aziende rispetto all’inizio dell’anno mentre per le famiglie (mutui e credito al consumo) l’andamento dovrebbe rimanere stabile.

Senza variazione invece gli investimenti fissi e in lieve calo la domanda per fusioni e acquisizioni. L’indagine evidenzia infine come dopo un lieve aumento segnalato negli ultimi tre mesi, l’attesa per i prestiti destinati dalle famiglie all’acquisto di abitazioni è stabile.

Perché la stretta

La maggior parte delle banche dichiara che la ragione di queste ristrettezze siano i loro stessi costi di finanziamento. Inoltre nel caso del credito alle famiglie “anche la percezione di rischi” sulla solvibilità nella restituzione dei prestiti “sembra aver giocato un ruolo – rileva la Bce – nell’inasprimento dei criteri di concessione”.


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