Risparmiare 1.300 euro all’anno per fare la spesa

6.600 euro l’anno per fare la spesa. La Spezia è la città più conveniente.



FTAOnline, Milano, 16 Set 2009 - 09:39

Fare la spesa costa troppo? Forse dopo la notizia di Altrconsumo, l’associazione a difesa dei consumatori, tutti gli italiani vorrebbero andare a vivre proprio nella città ligure. Qui infatti si fa la spesa meno cara d’Italia e una famiglia può risparmiare “oltre 1.300 euro in un anno” rispetto alla media nazionale di 6.600 euro all’anno.

La classifica

La ricerca di Altroconsumo, ha analizzato 931 punti vendita in 66 città italiane. Al primo posto della classifica compare a sorpresa una città ligure mente Milano si piazza al dodicesimo dove si risparmiano 775 euro mentre la capita si posiziona al 32esimo posto con 431 euro di risparmio.

Pisa e Firenze sono i centri dove la media è più economica, spendendo meno di 6.000 euro. Pavia invece è la città dove si può conseguire il risparmio maggiore scegliendo bene il punto vendita: 1.530 euro.

Fanalini di coda Foggia e Palermo col minor risparmio o addirittura con importi di spesa superiori alla media nazionale.

I supermercati

Altroconsumo non ha anche analizzato i supermercati dove conviene fare la spesa. Al primo posto si classifica la catena che fa capo a Bernardo Caprotti, Esselunga, che anche nel 2009 risulta essere il gruppo della grande distribuzione con i prezzi più competitivi del Belpaese. Seguono Panorama, Bennet, Iper e Carrefour. Pertanto, il punto vendita Esselunga di La Spezia può fregiarsi del “titolo”di negozio più conveniente d’Italia.

Secondo Altroconsumo “il gioco virtuoso della concorrenza non funziona davvero in tutte le città. Ci sono capoluoghi di provincia, tra gli oltre 60 visitati, dove il risparmio annuale delle famiglie può essere molto alto (fino a 1.500 euro) scegliendo il supermercato meno caro e abbandonando il più esoso. In altre città però questa differenza è assai più lieve e non supera i 300 euro”.

Per il Codacons, infine, l’indagine dimostra chiaramente come in Italia la spesa quotidiana sia troppo salata e rappresenti un esborso troppo alto per le famiglie.


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