Meno surroghe: le banche temono il “surrogatore seriale”

Troppe persone cambiano banca ogni volta che si presenta un uno spread migliore.



FTAOnline News Milano, 10 Feb 2011 - 10:15

Dietrofront delle surroghe: secondo i dati raccolti da Assofin nel 2010 dopo il boom nel 2008-2009, il mercato delle surroghe ha trovato una flessione: infatti il terzo trimestre 2010 rispetto allo stesso periodo del 2009 ha visto un calo delle operazioni di surroga passando dal 20% circa del totale mutui al 13%.

 

La surroga

La surroga, o portabilità del mutuo, consiste nell’opportunità per il debitore (mutuatario) di accordarsi con una nuova banca per poter sottoscrivere un altro mutuo con cui estinguere quello con la banca originaria, a condizioni economiche migliori, il tutto senza costo alcuno. A seguito della sua sottoscrizione la banca subentrante provvederà a saldare il vecchio debito residuo, sostituendosi al creditore originario nella relazione con il mutuatario. Il debitore si troverà così a rimborsare la nuova banca, alle condizioni concordate con quest’ultima.

Perché meno surroghe

Secondo le previsioni, pare che il rallentamento delle sottoscrizioni sarà così per tutto il 2011, in quanto le previsioni per i tassi d’interesse sono rialziste ed ovviamente questo diminuisce l’appetibilità alla surroga. Come dice Giuseppe Piano Mortari, direttore operativo di Assofin, “Difficilmente assisteremo a una nuova impennata anche perché le previsioni sul fronte dei tassi sono rialziste”.

 

Ciò che sta succedendo è che gli istituti tendono a concedere meno surroghe come forma difensiva: ciò che temono è la figura crescente del “surrogatore seriale”. In pratica le banche e gli istituti creditizi hanno paura di quella categoria di mutuatari che, approfittando della normativa che difatti non pone limiti al numero di surroghe esercitabili, prova a spostare il mutuo da una banca all’altra anche più volte durante un anno, sempre a caccia dello spread più basso. In passato di fatti molti ne hanno abusato cambiando banca ogni volta che si presentava uno spread migliore.

 

La richiesta di surroga, va detto, non è esente da spese per l’istituto creditizio; infatti quando una banca perde un mutuatario sopporta, tra costi amministrativi e costi relativi alle spese di copertura finanziaria (attraverso contratti derivati), un esborso medio di 1.500 euro.

 

 

 


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