Gli italiani in banca soffrono

Boom delle sofferenze bancarie delle imprese italiane: crescono a ritmi a doppia cifra



FTAOnline News, 14 Ott 2011 - 17:28

Il tessuto economico e imprenditoriale italiano è in sofferenza. Particolarmente in affanno, secondo le statistiche raccolte dalla Cgia di Mestre, sono le realtà imprenditoriali del Mezzogiorno, che sempre più spesso vengono dichiarate insolventi e – se abbandonate – rischiano di cadere nella rete dei finanziamenti illegali tesa dalle organizzazioni criminali.

Credit crunch e impennata delle sofferenze schiacciano le imprese

La nuova fotografia del depresso scenario italiano arriva da un’indagine della Cgia di Mestre in cui si analizza il complesso sistema di rapporti che esiste tra banche e imprese. Secondo quanto osservato, in particolare, le aziende avrebbero uno spazio di manovra reso sempre minore dal credit crunch (si riduce via via di più la possibilità da parte delle aziende di ottenere credito dagli istituti bancari) e dalla crescita esponenziale del tasso di sofferenza bancario (ossia, sono sempre di più le imprese che non riescono a rimborsare le banche).

In particolare, le insolvenze bancarie sono cresciute del 40,2% su base annuale, per un ammontare – in termini assoluti – di 74,5 miliardi di euro. A livello territoriale, è il Lazio a vivere la situazione peggiore (le insolvenze sono cresciute del 70% nel corso degli ultimi mesi), ma anche Sicilia (+62,5%) e Molise (+60,8%) non possono sorridere. Più contenuto l’incremento del tasso di insolvenza registrato nelle Marche, in Sardegna e in Valle d’Aosta.

Secondo Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre, la corsa verso l’alto del tasso di sofferenza bancaria dimostra come le imprese italiane siano impantanate nella crisi economica e soffrano ormai di mancanza di liquidità che si è ormai fatta cronica.

A complicare ulteriormente il panorama per gli imprenditori, c’è il funzionamento del sistema bancario italiano. Nel nostro Paese, quando un’impresa viene dichiarata insolvente, scatta la segnalazione alla Centrale dei Rischi presso la Banca d’Italia che rende pubblica all’interno del circuito bancario la difficoltà dell’azienda, compromettendone in maniera praticamente insuperabile le possibilità di accesso al credito presso altri finanziatori. Senza un opportuno grado di sorveglianza, dunque, si creano i presupposti perché diverse realtà imprenditoriali ricorrano a forme di finanziamento illegale pur di non soccombere alle difficoltà economiche.

 


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