Famiglie: meno consumi e più risparmio

Leggera ripresa, ma si tende più a risparmiare che a spendere.



FTAOnline, Milano, 12 Lug 2013 - 11:53

Secondo i dati Istat raccolti nel suo rapporto su “Reddito e risparmio delle famiglie e profitti delle società” il risparmio delle famiglie è tornato a crescere per quanto riguarda il primo trimestre del 2013. Secondo l’istituto nazionale di statistica “La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici, misurata al netto della stagionalità, è stata pari al 9,3%, in aumento di 0,9 punti percentuali rispetto sia al trimestre precedente, sia a quello corrispondente del 2012”.

La propensione al risparmio, ricorda l’Istat, è definita dal rapporto tra risparmio lordo delle famiglie consumatrici e reddito disponibile lordo. Un rapporto che con la crisi si era sempre più assottigliato sino a raggiungere i minimi alla fine dello scorso anno. Un inizio 2013 quindi all’insegna del dato positivo anche se però restano ancora lontani i valori del periodo pre-crisi.

Nel dettaglio
Le prospettive non sono rosee se si guarda, invece,  il reddito disponibile delle famiglie che è aumentato dello 0,8% rispetto al trimestre precedente, ma è diminuito dello 0,4% nel confronto con il corrispondente periodo del 2012.

Tendendo conto della crescita generalizzata dei prezzi, il potere d’acquisto (ovvero il reddito reale) delle famiglie è aumentato dello 0,5% rispetto al trimestre precedente (dopo otto trimestri consecutivi di variazioni negative) ma è diminuito del 2,4% rispetto al primo trimestre del 2012.

Le famiglie italiane preferiscono quindi il risparmio, una tendenza confermata anche dai dati sulla spesa che è  calata nel 2012. La spesa delle famiglie per consumi finali, misurata in valori correnti, nel primo trimestre del 2013 è diminuita dello 0,1% rispetto al trimestre precedente, restando quindi pressoché ferma, mentre è scesa dell’1,4% su base annua.
Le associazioni dei consumatori (Codacons, Federconsumatori e Adusbef) mettono l’accento proprio sullo stallo della spesa, considerando troppo ottimistici i dati sul reddito. Vede nero anche Confesercenti, che stima per il 2013 una perdita del potere d’acquisto di altri 692 euro a famiglia. 

In calo, infine, l’incidenza degli investimenti che a livello familiare coincidono con l’acquisto della casa: il tasso è stato pari al 6,5%, in diminuzione di 0,3 punti percentuali rispetto sia al trimestre precedente, sia al primo trimestre del 2012.

Le spese e i consumi non sono solo in stallo per le famiglie, ma anche per le imprese o meglio le società non finanziarie, che hanno mostrato profitti al palo e investimenti in ribasso.


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