Credito al consumo: il tasso di interesse

Il tasso medio di interesse è del 12%. Ecco alcuni consigli per evitare trappole e diminuire le spese.



FTAOnline News, 26 Ago 2011 - 17:10

Nonostante la crisi le famiglie chiedono prestiti alle banche per diverse ragioni. Ma anche la richiesta di un finanziamento ha i suoi costi che non vanno assolutamente sottovalutati. Gli esperti raccomandano di informarsi bene sulle condizioni dell’ente erogatore che può essere una banca o una finanziaria. Prima di sottoscrive un prestito però, è bene informarsi perché chiedere un prestito personale in banca ha un costo.

Il tasso di interesse
Ogni prestito che si richiede ha un tasso di iteresse che dovrà essere restituito col tempo. Il suo valore può arrivare anche più del 16% l’anno ma ci sono anche istituti di credito che per alcuni clienti scendono intorno al 7%.  La media comunque è intorno a 12%, una cifra che non è aumentata rispetto l’anno precedente in quanto gli interessi passivi sono leggermente calati. Ciò che invece scoraggia è il rendimento medio dei conti corrente fermo a 0,37% il che significa che chiedere dei soldi in prestito ad una banca costa, mentre il soldi depositati in banca rendono molto poco!

Nonostante tutto,  però, le famiglie continuano a fare richiesta di prestiti anche se di importi minori e con più cautela. Gli esperti, dichiarano che famiglie sono più prudenti e sembrano portate a rinunciare a quei consumi che potrebbero rivelarsi anche superflui come ad esempio l’acquisto di un auto nuova, una situazione dettata dall’attuale crisi economico/finanziaria e da  un mercato lavoro debole.

Secondo i dati di MutuiOnline l’importo medio delle richieste per un finanziamento è sceso nel mese di maggio 2011 a 12.919 rispetto ai 16.771 euro del primo semestre 2008. Inoltre il 13,3% delle domande è rivolto a consolidare altri debiti, ma solo il 5% dei prestiti effettivamente erogati della banche corrisponde a questa finalità.

 

Le banche e il tasso di usura
Le banche dal conto loro, a fronte della situazione appena descritta, si tutelano alzando il tasso di usura e aboliscono i fogli informati. Così numerosi clienti rischino di non vedersi concesso il prestito e sono costretti a rivolgersi altrove per ottenere il finanziamento magari a fronte di costi sono ancora più cari. Questa situazione diventa pertanto terreno fertile per le finanziarie senza scrupoli.

 

Consigli da tenere a mente

Paolo Martinelli, presidente di Altroconsumo, fa sapere alle famiglie che prima di indebitarsi con una banca o un altro istituto erogatore del prestito è bene informarsi, in quanto il potere contrattuale dei clienti è diminuito e si rischia di diventare insolventi.

Ecco allora dei consigli da tenere sempre a mente per evitare brutte sorprese:

1.      Preferire come ente erogatore del prestito una banca piuttosto che una finanziaria. Quest’ultima infatti ha tassi di interessi maggiori.

2.      Non basarsi mai soltanto sulla proposta della banca in cui si ha il conto corrente, ma è bene confrontare le diverse offerte chiedendo il documento di informazioni europeo. E’ bene sapere ad esempio quante vale il TAEG, il tasso annuo effettivo globale che raggruppa tutte le spese e non solo basarsi sul Tan che è il tasso annuo nominale.

3.      Fare attenzione alle condizioni che una banca richiede per la concessione del prestito: alcune infatti impongono l’apertura di un conto corrente che però può rivelarsi molto dispendioso a fine anno.

4.      Fare attenzione alle assicurazioni connesse al finanziamento e alle spese di istruttoria: in genere sono facoltative ma se sono obbligatorie il loro costo va inserito nel TAEG.

5.      Attenzione a non pagare in ritardo le rate del prestito: gli interessi di mora sono alti e il pagamento in ritardo comporta la segnalazione ai Sic, gli archivi generali sui finanziamenti, che tutte le banche consultano prima di concedere il prestito.

6.      Fare bene i conti: il totale della rate che si paga al mese non deve superare il 30% del reddito mensile altrimenti si corre il rischio di non farcela ad arrivare a fine mese e quindi di diventare insolventi.

 

 

 

 

 

 

 

 


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