La Certificazione degli Impianti è obbligatoria

Il 27 marzo scorso è entrato in vigore il decreto ministeriale secondo cui non è più possibile vendere o comprare un appartamento che non abbia gli impianti in regola



07 Mag 2008 - 09:12

Il 27 marzo scorso è entrato in vigore il decreto ministeriale (Decreto Ministero Sviluppo Economico 22 gennaio 2008, n. 37, art.13) secondo cui non è più possibile vendere o comprare un appartamento che non abbia gli impianti in regola. Occorre pertanto certificare la sicurezza delle apparecchiature di erogazione dell’energia elettrica, dell’acqua e del gas. In sostanza si tratta di una certificazione che assicura la conformità degli impianti alla normativa attuale. Da ora in poi, dunque non si potranno più abitare case che non rispondano ai parametri di sicurezza conformi alla legge, insomma quei parametri che consentono di vivere senza correre rischi.

Se da una parte la legge cerca di tutelare il cittadino dall’altra però implica dei costi. Secondo uno studio de Il Sole 24 Ore, per produrre i documenti necessari per dimostrare la conformità degli impianti di un appartamento medio si può spendere tra i 1.700 e i 2.900 euro. La cifra è stata ottenuta sommando le spese per i certificati di 8 impianti, che, con la nuova norma diventano obbligatori sia per chi vende che per chi affitta. Va sottolineato che per vendere o comprare case che non siano del tutto nuove, occorre un documento che attesti la conformità dei vecchi impianti in vigore quando furono realizzati (certificato di rispondenza).

I costi

Certificare gli impianti di un appartamento di medie dimensioni, installati da tecnici o professionisti è, in genere, un’operazione con un costo contenuto, ma l’esborso aumenta nel caso di certificazioni di impianti datati, come di seguito indicato:

Impianto elettrico: in molti casi le prese elettriche non sono a norma e quindi molto pericolose. Il costo della verifica può variare dai 350 agli 800 euro.

Tubature dell’acqua: gli scarichi intasati provocano infezioni e il costo della verifica può variare dai 200 ai 300 euro.

Riscaldamento e caldaia: il monossido di carbonio è mortale. La verifica può costare dai 250 ai 300 euro.

Condizionamento: i filtri vanno cambiati, in quanto perdono i liquidi e provocano esalazioni. Il costo per una verifica va dai 250 ai 300 euro.

Canne fumarie: il metano crea una condensa che può anche intasare la caldaia. La verifica va in questo caso dai 300 ai 400 euro.

Antenne televisive: una cattiva saldatura delle antenne può risultare pericoloso. La verifica che l’impianto sia a norma può costare dai 50 ai 200 euro.

Conduttore del gas: in alcuni casi è bene sostituire i tubi di gomma con quelli in metallo. Il costo per una verifica dell’impianto può variare dai 200 ai 400 euro.

Antifurti e citofoni: i collegamenti devono essere e norma sia per assicurare un buon funzionamento dell’apparecchio e sia per garantire la sicurezza di chi lo utilizza


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