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Fisco

Tasse sugli animali? Una bufala


Le spese per la cura di Fido saranno introdotte nel redditometro


Ftaonline News, Milano 28 Nov 2011 - 17:26

Il brivido e l’indignazione, ai giorni nostri, corrono sul web. Anche per quel che riguarda il fisco, le proteste telematiche fanno presto a montare e poco importa se, alla fine, si risolvono in un’inutile caccia alle streghe. Tale sorte è recentemente toccata alla presunta introduzione da parte del governo Monti di una tassa sul possesso di animali (equiparati a un bene di lusso). Approdata su internet e social network, la notizia è cresciuta sino a farsi verità. Su quali basi, esattamente? Nulla più di un fraintendimento.

 

Gli animali sono un bene di lusso?

 

Il tam tam diffusosi sui principali social network non lasciava adito a dubbi: il governo Monti equipara le spese sostenute per la cura degli animali domestici al consumo di beni di lusso e per questo sta studiando forme di tassazione che colpiranno i padroni di quest’ultimi.

 

Logico e comprensibile lo sgomento del popolo del web, che ha riempito bacheche, blog e siti con messaggi di protesta: è accettabile paragonare gli animali a un bene di lusso?

 

La realtà

 

No, non è logica, né accettabile l’equiparazione tra Fido e Micio e una macchina fuoriserie; e infatti non è in previsione nessuna tassazione supplementare sul possesso di animali. In poche parole, facendo chiarezza: l’indignazione telematica si è scatenata sulla scorta di un equivoco.

 

Le spese sostenute per la cura degli animali non saranno sottoposte a nessuna pressione fiscale aggiuntiva, ma entreranno semplicemente a fare parte dei parametri che costituiscono il redditometro. In sostanza, a partire dal febbraio 2012 e in via sperimentale, si terrà conto di quanto un contribuente spende per gli animali – insieme ad altri 99 parametri – per stimare il suo reale tenore di vita. Nessuna intenzione, dunque, di considerare gli animali un bene di lusso, ma semplicemente la messa a punto di uno strumento – il redditometro – annunciato come essenziale e rivoluzionario per la lotta all’evasione fiscale.

 

Inutile sottolineare, a questo punto, che l’indignazione istantanea si rivela spesso cieca: la decisione sui parametri da introdurre nel redditometro versione 2012 non è stata del governo Monti, ma presa dall’esecutivo precedente.

 


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