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Fisco

In cinque anni il fisco cambia il reddito dei contribuenti


Per effetto del “fiscal drag” i contribuenti hanno perso 1.040 euro


FTAOnline,. Milano 15 Nov 2013 - 17:32

I Caf della Cisl segnalano l’eccessiva incidenza del drenaggio fiscale che provoca un aumento solo nominale delle buste paga. A subire di più l’effetto di questo meccanismo sono i lavoratori dipendenti e quelli con un reddito tra i 29 mila e i 50 mila euro all’anno.

Aumentano le tasse, ma non il reddito reale
In cinque anni l’aumento delle tasse, in particolar modo dell’Irpef, ha inciso in maniera significativa sul reddito a disposizione dei lavoratori. Un’indagine della Cisl, condotta dal sindacato in collaborazione con l’Università di Firenze, mostra come, durante il periodo 2007-2012, il reddito dei contribuenti Caf-Cisl si sia ridotto mediamente in termini percentuali di circa 6 punti, per una cifra pari a 1040 euro.

A provocare l’arretramento dei redditi è il fiscal drag, ossia una contrazione del valore reale dei salari a causa dell’aumento del carico fiscale. In poche parole: l’aumento delle tasse mangia la crescita del valore nominale dei salari. In questo contesto, i lavoratori più penalizzati sono quelli dipendenti e quelli con un reddito compreso tra i 29 e i 50 mila euro, per i quali la perdita supera il 6%.

Ricadute minime, secondo l’indagine, si verificano su chi rientra rientra nella “no tax area” e sui redditi oltre i 55mila euro.

Anche le addizionali abbattono il valore dei salari

Pesa inoltre in maniera significativa sul reddito complessivo dei contribuenti, tra il 2011 e il 2012, l’aumento delle addizionali comunali e regionali, cresciute in un anno del 6%; rispetto al 2010, poi, l’aumento è del 31,2%. È insomma la crescita delle tasse a rendere vano il contestuale aumento dei redditi, che nel 2012 sono cresciuti dell’1,22% rispetto al 2011 e dell’1,51% sul 2010. L’indagine Cisl mette anche in evidenza come, fra le diverse imposte, sia l’Irpef, piuttosto che Iva e Imu, a incidere sulle famiglie con reddito superiore a 15 mila euro, con percentuali rispettivamente del 17,6%, dell’8,7% e dell’1%.

 


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