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Fisco

Un solo bollo per più domande


Per richiedere la discussione in pubblica udienza non è necessario il pagamento del bollo.


FTAOnline News, Milano 08 Set 2010 - 12:17

L’Italia è il paese dei documenti da presentare, delle autorizzazioni che non bastano mai e delle carte bollate, ma a volte – anche nel Belpaese – la burocrazia fa un passo indietro. È il caso, per esempio, delle pratiche di contenzioso: in seguito alla risoluzione 82/E dei giorni scorsi, è stato stabilito che il bollo per il ricorso possa comprendere più domande.

La decisione

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione 82/E, ha chiarito che se l’istanza di trattazione in pubblica udienza in commissione tributaria viene richiesta unitamente al ricorso o all’appello non è necessario apporre alcun bollo aggiuntivo rispetto a quello già apposto per l’altro atto.

Il dubbio

Il dubbio su cui interviene la disposizione dell’Agenzia delle Entrate sorgeva dal naturale andamento dei processi tributari. In tale ambito, infatti, la controversia viene affrontata in camera di consiglio, a meno che almeno una delle parti non richieda la discussione in pubblica udienza. Non raramente, inoltre, questa istanza viene presentata nel corpo dello stesso ricorso o nell’atto di appello. La domanda cui finora i professionisti che si occupano di contenzioso e gli stessi addetti all’amministrazione finanziaria non avevano saputo dare risposta certa era, appunto: ognuno di questi atti esige un proprio bollo o possono invece essere accorpati? Ovvero, poiché sia il ricorso sia l’atto d’appello scontano l’imposta di bollo, l’inserimento in uno di tali atti dell’istanza di discussione in pubblica udienza richiede il pagamento di un bollo ad hoc?

Le basi della posizione dell’Agenzia delle Entrate

La risposta al quesito fornita dall’Agenzia delle Entrate trova le basi legali nell’articolo 13 del Dpr 642/1972, che prevede la facoltà di scrivere più atti su uno stesso foglio e sancisce la regola generale secondo cui “un atto per cui è prevista in via esclusiva o alternativa l’applicazione dell’imposta in modo straordinario può essere scritto su un foglio che sia già servito per la redazione di altro atto soggetto a imposta in modo ordinario o straordinario a condizione che sia corrisposta la relativa imposta.” Unitamente a questo obbligo, tuttavia, la norma prevede anche delle eccezioni per le quali più atti possono essere scritti sul medesimo foglio mediante il pagamento di una sola imposta. Al punto 15, specificatamente, si fa menzione degli atti contenenti più convenzioni, istanze, certificazioni o provvedimenti, se redatti in unico contesto: proprio questo è l’appiglio che consente di non pagare il bollo in occasione della richiesta di discussione in pubblica udienza, quando presentata nel corpo del ricorso o dell’atto di appello.

 


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