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Fisco

Fisco: conti pubblici obbligatori


L’obbligo viene esteso anche ai dirigenti di scuole, università, delle Camere di Commercio e della PA in senso esteso.


FTAOnline, Milano 07 Ago 2013 - 09:38

Non saranno più solo i politici a dover obbligatoriamente esporre su pubblica piazza i propri redditi ma anche tutte le “ramificazioni della Pubblica amministrazione.

Nel dettaglio
Dal 14 marzo scorso, secondo il Dlgs 33/2012 la trasparenza dei redditi è diventata obbligatoria ma non solo per i nostri politici ma anche per altre categorie: società partecipate, dirigenti scolastici, università, Camere di commercio  e tutte le altre ramificazioni della “Pubblica amministrazione”.

In testa alla classifica ci sono i politici, i Presidenti di Regione, di Provincia, sindaci assessori, politici locali. Ma con la delibera 65/2013 l’obbligo è esteso anche alle pubbliche amministrazioni ovvero Stato, Regioni, Province, Comuni, scuole, università, Iacp, Camere di commercio, Inps, enti pubblici in genere (Aci, Istat e via elencando), agenzia delle Entrate e delle Dogane e, per finire, il Coni. Non solo: per via di una serie di richiami normativi, nella rete della trasparenza finiscono tutte le società partecipate da enti pubblici, anche se la loro quota è minoritaria. Unica eccezione, le società quotate.

Oltre ai titolari di cariche elettive, la legge fa riferimento agli organismi che esercitano “poteri di indirizzo politico”, quindi nelle società partecipate presidente, amministratore delegato e membri del consiglio di amministrazione devono rendere pubblici online la loro situazione economica e patrimoniale.

Cosa rendere noto
I dati devono essere pubblicati su Internet. Cosa va reso pubblico? La legge prevede che oltre alla dichiarazione dei redditi deve essere pubblicato anche il riassunto dei beni immobili, dei titoli mobiliari posseduti, il curriculum, lo stipendio connesso alla carica e tutte le indennità e i rimborsi per viaggi e missioni pagati con fondi pubblici.

Sanzioni penali
A chiarire il fatto che la pubblicazione non è discrezionale ma obbligatoria c’è la multa per i trasgressori: per chi non si dovesse adeguare la multa può arrivare fino a 10mila euro.

Trasparenza reale?
Il 28 luglio è scaduto il termine per le pubblicazione online delle situazioni patrimoniali dei ministri. Davvero i nostri politici  hanno reso pubblici la loro situazione patrimoniale e senza aggirare le norme e trovare scuse?

Il risultato che si è ottenuto è che ci sia una certa reticenza nel dichiarare i propri patrimoni, e chiaramente non vengono resi noti i patrimoni dei familiari del politico che, però è ovvio, creano le condizioni per un tenore di vita più o meno agiato.

 


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