Cookie
Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione di terze parti per proporti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per maggiori informazioni, ti invitiamo a consultare la nostra cookie policy. Cliccando su “Continua” o proseguendo nella navigazione acconsenti all’utilizzo di tali cookie.
 
Fisco

Detrazioni sui Premi di Risultato


Una detrazione del 23 per cento sulla parte dell'importo riconosciuto come premio di risultato che non superi i 350 euro


20 Mag 2008 - 09:19

Una detrazione del 23 per cento sulla parte dell'importo riconosciuto come premio di risultato che non superi i 350 euro. E’ questo il contenuto di un decreto interministeriale firmato dal ministro del Lavoro Cesare Damiano e dal viceministro dell'Economia e delle Finanze Vincenzo Visco. Peseranno quindi meno sul bilancio aziendale i premi di risultato, soggetti a detrazione fiscale.

Cosa prevede la detrazione?

La nuova disposizione in fatto di premi aziendali prevede una detrazione del 23 per cento sulla quota di retribuzione legata al rendimento. Si tratta di una misura sperimentale introdotta dalla legge attuativa del protocollo sul welfare con l’obiettivo di favorire la produttività e la competitività delle imprese. L’intervento, per il quale sono stati complessivamente stanziati in Finanziaria 150 milioni di euro per il 2008, comporta una riduzione del carico fiscale sulla retribuzione di risultato prevista dalla contrattazione collettiva, a vantaggio dei lavoratori dipendenti.

Tutte le novità del decreto Damiano-Visco

“Il decreto Damiano-Visco – precisa un articolo di Fisco Oggi, il Notiziaro fiscale dell'Agenzia delle Entrate - prosegue nell’attuazione del protocollo su previdenza, lavoro e competitività siglato da governo e parti sociali il 23 luglio dell’anno scorso.

Oltre all’abolizione del cosiddetto “scalone Maroni” e all’introduzione di un nuovo sistema di calcolo dell’età pensionabile, fra le principali novità dell’accordo c’era infatti la detassazione di una quota delle risorse contrattate per i premi di risultato”.

All’agevolazione vanno ad aggiungersi una serie di sgravi sui “premi di risultato”, a partire dall’istituzione di un fondo di 650 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010 allo scopo di incentivare la contrattazione collettiva. Abrogate poi le norme che escludono dalla retribuzione imponibile ai fini previdenziali gli emolumenti erogati a titolo di premio di produttività, “il protocollo prevede che infatti che la parte della retribuzione legata al rendimento diventi interamente imponibile ai fini previdenziali e, dunque, pensionabile”.

 


Borsa Italiana non ha responsabilità per il contenuto del sito a cui sta per accedere e non ha responsabilità per le informazioni contenute.

Accedendo a questo link, Borsa Italiana non intende sollecitare acquisti o offerte in alcun paese da parte di nessuno.

Sarai automaticamente diretto al link in cinque secondi.