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Fisco

Decreto anticrisi: l’aiuto viene dal Governo


Il provvedimento vale circa 5 miliardi di euro


16 Gen 2009 - 16:36

Il decreto anticrisi è stato approvato dalla Camera e dovrà andare in Senato per l’approvazione definitiva in legge entro la fine dei gennaio. Il valore del provvedimento è di 5 miliardi di euro e a beneficiarne saranno le famiglie più disagiate e i pensionati ma anche di imprese e privati.

Il decreto porta con se delle modifiche che riguardano l’aumento delle risorse per gli assegni familiari, l’eliminazione della retroattività sulle detrazioni per i lavori di ristrutturazione edilizia volti al risparmio energetico, i bond per aumentare la patrimonializzazione delle banche all’iva per cassa, il raddoppio dell’aliquota Iva di Sky e anche i nuovi accordi bilaterali per le rotte su Malpensa.

Vediamo nel dettaglio quali sono le misure principali:

Casa e famiglia:

Bonus famiglie e Mutui: aumenta il bonus a favore della famiglie. Lo stato ha ritenuto che con la discesa  dell’Euribor si risparmiano 250-350 milioni di euro stanziati dal decreto per limitare al 4% il tasso sulle rate dei mutui variabili che saranno destinati, pertanto, agli assegni familiari. Inoltre lo Stato si accollerà parte delle rate sui mutui per la prima casa e pagherà di tasca propria la parte eccedente della rata di un mutuo a tasso variabile quando il tasso di riferimento supererà il 4%.
Con decreto del ministro dell’Economia potranno essere ridefinite soglie di reddito e importi degli assegni per favorire i nuclei più numerosi e disagiati. Il bonus per il 2009 va da un minimo di 200 ad un massimo di 1000 euro per lavoratori dipendenti e pensionati che hanno un reddito fra i 15 e i 22 mila euro. Il tetto sale a 35 mila euro per i nuclei familiari con un portatore di handicap a carico. Il beneficio verrà modulato in base al numero dei figli e al reddito e il termine per la domanda è fissato al 28 febbraio. L’operazione in totale costa 2,4 miliardi.

Affitti: in arrivo 20 milioni per l’anno 2009 per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione.

Bonus pannolini: arriva un contributo per l’acquisto di pannolini e latte artificiale per i figli da 0 a 3 mesi. L’aiuto è riservato alla platea che ha già diritto alla social card.

Bonus energia: dal 2009 il bonus energia è spalmato in 5 anni. La detrazione fiscale del 55% relativa ai lavori di ristrutturazione edilizia volti al risparmio energetico sarà spalmata su 5 anni e non più su 3.

Luce e gas: le famiglie economicamente svantaggiate, che hanno diritto all’applicazione delle tariffe agevolate per l’energia elettrica, avranno diritto anche allo sconto sulla bolletta del gas.

Lavoro

Ammortizzatori sociali: le tutele vengono estese anche ai lavoratori che finora ne erano esclusi, come gli atipici. Potrà variare il mix di contributi regionali e statali ma non il tetto massimo del sostegno. Le risorse del fondo sociale per l’occupazione e la formazione potranno essere usate per il sostegno al reddito, ma occorrerà prima il sì della conferenza unificata e della Ue.

Detassazione premi: viene prorogata la detassazione dei premi di produttività, ma non varrà per gli straordinari. Aumenta inoltre il tetto di reddito da 30 a 35 mila euro e sale anche la quota dei premi detassabili da 3 mila a 6 mila euro.

Negozianti: scatta un sostegno al reddito anche per chi lavora nel turismo e nel commercio, se è costretto a tirare giù la serranda tre anni prima di andare in pensione.

FAS: una quota del Fondo aree sottoutilizzate sarà destinata all’occupazione e la formazione, un’altra parte al Fondo infrastrutture. Resta fermo il vincolo di utilizzare l’85% delle risorse al Sud.La Crisi dà i numeri.

Tasse

IVA: viene soppressa l’Iva agevolata al 10% per gli abbonamenti di Sky Italia. L’imposta sale quindi al valore normale del 20 per cento. Viene introdotta per le imprese l’Iva di cassa con cui si paga l’imposta indiretta al momento dell’incasso e non della fatturazione.

Acconti Ires e Irap: arriva il taglio di tre punti all’acconto Ires e Irap. Chi ha già provveduto al pagamento dell’acconto ha diritto a un credito d’imposta corrispondente alla riduzione.

Porno Tax: chi produce e commercializza materiale pornografico dovrà pagare un’addizionale Irpef del 25%. La tassa viene estesa anche ai soggetti che utilizzano trasmissioni tv per sollecitare la credulità popolare e che usano i numeri telefonici a pagamento.

 


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