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Fisco

L’Italia nella spirale dei prestiti


Oltre un italiano su tre ha richiesto un prestito negli ultimi tre anni.


FTAOnline, Milano 06 Feb 2013 - 09:57

La spirale del prestito travolge l’Italia con i risparmi che vengono sempre più intaccati.
Si richiede un prestito per acquistare una casa, coprire le spese mediche, per pagarsi una vacanza o per far fronte ad un evento come un battesimo, una cresima etc…
Sono alcune delle evidenze principali che emergono dal "Rapporto Italia 2013" appena pubblicato dall’Eurispes.

Troppi debiti
Oltre un italiano su tre ha chiesto un prestito negli ultimi tre anni e a farlo sono soprattutto quelle categorie di persone assunte con contratti a tempo determinato (atipico o subordinato), o titolari della partita Iva (44,2%). L’indagine condotta dall’Eurispes svela una nazione immersa nella “spirale del prestito”: un terzo del campione (35,7%) ricorre a finanziamenti un dato in aumento rispetto all’anno scorso di ben 9,5 punti percentuali. La stragrande maggioranza dei prestiti (62,3%) è stato chiesto per pagare debiti accumulati mentre il 44,4% viene richiesto per saldare altri prestiti precedentemente contratti con altre banche o finanziarie.

Per l’Eurispes è evidente che la spirale creditizia che si viene a creare è sintomatica della crisi che l’Italia sta affrontando e che mette i cittadini in una condizione di disagio profondo dalla quale sembra non vi sia altra uscita che quella di alimentare l’indebitamento.

Riguardo alle finalità del prestito, il 27,8% di chi chiede un finanziamento lo fa per acquistare casa, il 22,6% per coprire le spese mediche ma non manca nemmeno chi vi ha fatto ricorso per potersi permettere una vacanza (5%) o per far fronte ad un evento come il matrimonio, un battesimo, una cresima, eccetera (13,1%).

Risparmio e prospettive future
Dal rapporto emerge anche come la capacità di risparmio sia stata intaccata in maniera significativa.
3 italiani su 5 (il 60,6%), sostengono di essere costretti a intaccare i propri risparmi per arrivare alla fine del mese; il 62,8% ha grandi difficoltà ad affrontare la quarta (quando non la terza) settimana; il 79,2% non riesce a risparmiare, questo vuol dire che solo 1 su 5 riesce a mettere qualcosa da parte.

Sulle prospettive future, gli italiani sono pessimisti. Due su tre non ritengono possibile risparmiare qualcosa nei prossimi dodici mesi e addirittura che probabilmente (36,7%) o certamente (30%) non riusciranno a risparmiare alcunché, mentre il 27,4% ritiene che nel 2013 riuscirà ad alimentare i propri risparmi, di questi ultimi ne è totalmente sicuro però solo il 5,7%, mentre il 21,7% non ne è del tutto certo.

 


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