Rc Auto: stop ai prezzi alti per le donne

L’indicazione arriva dalla Corte di Giustizia europea



FTAOnline News Milano, 04 Mar 2011 - 16:02

Terzo millennio iniziato da ormai un decennio, è giunto il momento di dire addio ai pregiudizi, anche a quelli riguardanti le donne al volante. Su indicazione della Commissione europea le compagnie assicuratrici non potranno più fare pagare premi più alti alle donne in base a una sentenza della Corte di Giustizia europea.

 

Direttiva da recepire anche in Italia

La sentenza delle toghe europee dovrà essere obbligatoriamente rispettata a partire dal 21 dicembre 2012. Da quella data, le compagnie di assicurazione europee non potranno più discriminare i clienti in base al genere di appartenenza.

 

Un comportamento, questo, spesso tenuto anche dalle assicurazioni italiane, che fino ad adesso potevano sfruttare (e frequentemente sfruttavano a tutti gli effetti) una deroga all’uguaglianza dei sessi.

 

La direttiva di riferimento

La decisione dei giudici si richiama a quanto stabilito dalla direttiva della Commissione europea 2004/112. Nel dettaglio, il testo di legge vieta qualsiasi discriminazione fondata sul sesso per quanto riguarda l’accesso a beni e servizi e la loro fornitura..

 

Tale disposizione, ovviamente, vale anche per i contratti di assicurazione stipulati dopo il 21 dicembre 2007, anche se, per questo specifico settore, esiste una deroga che consente alle assicurazioni di differenziare i prezzi a patto che esistano statistiche su cui siano basato “i calcoli sono affidabili, regolarmente aggiornati e a disposizione del pubblico”.

 

Numeri contro i pregiudizi

Nel caso delle polizze Rc Auto, le differenze tra i premi riservati agli uomini e quelli riservate alle donne trovano effettivamente riscontro nelle statistiche sugli incidenti? Considerando rapidamente i risultati di un’indagine condotta da Aci e Censis non sembrerebbe. Nel rapporto in questione, infatti, è evidenziato come il 70% degli incidenti gravi in ambito urbano veda un uomo alla guida, mentre le donne risulterebbero più attente e maggiormente portate a intrattenere un rapporto concreto con il veicolo, che – a loro dire – deve essere “parcheggiabile, maneggevole, economico e capace di rendere più semplice il quotidiano”.

 

 

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