Assicurazioni a Consumo: risparmio per gli Automobilisti

Il premio infatti si paga in proporzione ai giorni dell'anno in cui effettivamente si guida o ai chilometri percorsi



26 Feb 2008 - 10:50

Pagare in base al consumo, questo l’assioma delle polizze “pay per use”, alternativa allettante per gli automobilisti occasionali che consente buoni margini di risparmio sull’utilizzo sporadico dell’auto. Il premio infatti si paga in proporzione ai giorni dell'anno in cui effettivamente si guida o ai chilometri percorsi.

Come funzionano?

Il premio generalmente si basa su una combinazione di parametri multipli stabiliti dalla singola compagnia. Tra i principali il numero di chilometri percorsi e il tipo di utilizzo dell'auto, ovvero se avviene nei giorni feriali o nei weekend, su quali strade si guida eccetera.

Solitamente al momento della stipula, l'automobilista paga un importo calcolato in base soltanto al luogo di residenza e ai chilometri che prevede di percorrere.

La compagnia determina l’esatto premio da corrispondere alla fine del periodo contrattuale, in funzione dell'effettivo utilizzo. In genere le compagnie per avere un esatto controllo sulla frequenza di utilizzo dell’auto e sulle abitudini dei clienti alla guida, provvedono ad installare un impianto Gps (Global Position System) in grado di ricostruirne esattamente gli spostamenti.

I pro e i contro

Le polizze “pay per use” (PPU) permettono risparmi nell’ordine del 30% rispetto ai tradizionali prodotti assicurativi e si rivolgono ad un target potenziale molto esteso. Sono infatti circa 4 milioni gli automobilisti che si servono dell’auto per meno di sei mesi l’anno mentre ammontano a 10 milioni (il 25% del parco circolante italiano) coloro che percorrono meno di 10.000 chilometri in 12 mesi. Per calcolare il premio assicurativo di una polizza PPU si possono utilizzare diversi metodi, dal più semplice calcolo proporzionale sull’utilizzo del veicolo al pagamento anticipato del premio “standard” con l’eventuale arrotondamento sulle condizioni “violate”. 

In questo secondo caso si possono trovare dei prodotti più “complessi” e personalizzati che combinano limiti temporali e quantitativi. Nello specifico per alcune polizze il cliente deve corrispondere in anticipo il premio in base ai chilometri che prevede di percorrere nel periodo considerato (tipicamente un anno): in questo modo al momento del ricalcolo effettivo del premio alla fine del periodo, possono essere riaccreditati i chilometri non percorsi o al contrario può essere chiamato a pagare di più per i chilometri in eccesso.

Altra possibile contro indicazione alla stipula di polizze a chilometraggio è il rischio di avere franchigie molto elevate nel caso di utilizzo del mezzo oltre i limiti temporali previsti (ad esempio durante la settimana anziché nei fine settimana per le formule “week end”).

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