Yen sotto pressione, il Giappone fatica a tenere il passo con la stretta globale
(Teleborsa) - Lo yen resta sotto pressione mentre i mercati scommettono che la Bank of Japan faticherà a tenere il passo con la svolta restrittiva delle principali banche centrali mondiali. Il divario dei tassi con gli Stati Uniti e gli altri principali mercati continua infatti a pesare sulla valuta nipponica.Lo yen è sceso a 157,47 per dollaro nelle contrattazioni asiatiche, con i movimenti contenuti dalla festività in Giappone e dal rischio di un intervento delle autorità. A rafforzare queste aspettative è stata la notizia, riportata dal quotidiano Nikkei, secondo cui il Giappone avrebbe effettuato venerdì un controllo dei tassi dollaro-yen, una mossa spesso considerata un possibile segnale preliminare di intervento sul mercato.
La pressione sulla valuta è aumentata dopo il rialzo dei tassi deciso dalla BoJ venerdì, accompagnato da due voti contrari di orientamento accomodante (dovish). Il risultato ha alimentato i dubbi sulla velocità dei prossimi rialzi e contribuito a indebolire lo yen.
Una posizione in netto contrasto con quella della Federal Reserve, che la scorsa settimana ha alzato i tassi, e della maggior parte delle altre banche centrali mondiali, che mantengono un atteggiamento restrittivo (hawkish) e portano i mercati a scontare ulteriori rialzi nel corso dell'anno.
I mercati attribuiscono attualmente una probabilità di circa il 30% a un rialzo della BoJ all'1,5% già a ottobre, contro una probabilità di circa il 55% di un aumento di 25 punti base dei tassi Fed, fino al 4%-4,25%.
Anche Australia e Nuova Zelanda mostrano segnali di maggiore cautela sull'inflazione. La governatrice della Reserve Bank of Australia, Michele Bullock, ha indicato rischi al rialzo per i prezzi, alimentando le aspettative di un possibile rialzo dei tassi già la prossima settimana. In Nuova Zelanda, il governatore Anna Breman ha avvertito che prezzi del petrolio persistentemente elevati potrebbero spingere l'inflazione oltre le previsioni.
Il dollaro australiano si mantiene intorno a 0,7120 dollari, mentre il dollaro neozelandese ha recuperato circa lo 0,4% a 0,5736 dopo aver toccato i minimi degli ultimi tre mesi.
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(Teleborsa) 22-09-2026 08:49