Wealth management italiano, Jefferies: debolezza dipende da maggiore costo del capitale proprio
(Teleborsa) - Nel suo ultimo report Jefferies evidenzia come la recente debolezza degli operatori italiani nel settore del wealth management appare riconducibile più a un maggiore costo del capitale proprio (CoE) implicito che a rischi legati agli utili. "La volatilità dei mercati e l'ingente emissione di BTP destinati al segmento retail esercitano pressioni su commissioni e depositi, sebbene i tassi più elevati sostengano il margine di interesse (NII) grazie al repricing dei portafogli obbligazionari. I rischi di bilancio sono marginali. La nostra analisi sulle emissioni di titoli di Stato previste indica che il 2027 e il 2028 saranno anni più favorevoli, il che dovrebbe sostenere le dinamiche dei flussi di deposito", scrivono gli analisti.Il collocamento di 16,6 miliardi di euro di "BTP Valore" a ottobre ha portato il totale delle emissioni di titoli di Stato italiani destinate al segmento retail nel 2026 a 41,7 miliardi di euro. A fronte di scadenze pari a soli 4,1 miliardi di euro, ciò implica un'emissione netta verso il segmento retail di circa 38 miliardi di euro, rendendo il 2026 un anno particolarmente complesso per i flussi di deposito.
Fineco, osserva Jefferies, "è l'istituto più direttamente esposto, data la sua quota di mercato storica nei collocamenti di obbligazioni governative presso la clientela retail. Tuttavia, lo scenario dovrebbe migliorare sensibilmente con l'aumento delle scadenze, che saliranno a 21,2 miliardi di euro nel 2027 e a 38,7 miliardi di euro nel 2028, riducendo la quota di nuova liquidità delle famiglie assorbita dai titoli di Stato".
Jefferies rivede le stime
Jefferies rivede quindi le stime tenendo conto di "un andamento meno favorevole dei mercati inciderà negativamente sulle commissioni, mentre tassi più elevati potrebbero favorire deflussi di depositi" e dall'altro del fatto che "l'impatto positivo dei tassi più alti compenserà, in larga misura, tali fattori negativi". Di conseguenza, le "variazioni dell'utile per azione risultano limitate".
Fineco, Banca Mediolanum e Banca Generali
Jefferies riduce l'EPS di Fineco dell'1% in media e porta il target price da 27,00 a 25,40 euro, confermando al contempo il rating "Buy". Le stime per Banca Mediolanum rimangono sostanzialmente invariate e confermiamo il rating "Hold", con un obiettivo di prezzo (price target) lievemente ridotto da €23,40 a €23,20. Per Banca Generali, il broker incrementa del 5% l'EPS rettificato stimato per il 2026, grazie a un minor carico fiscale, mentre le stime per gli anni successivi restano sostanzialmente stabili. "La riduzione degli obiettivi di prezzo riflette un CoE più elevato, avendo noi applicato un incremento di 25/50 punti base a seguito del recente rialzo dei tassi di riferimento "risk-free" ", spiegano gli analisti.
Fineco e Banca Generali si confermano le scelte privilegiate
Jefferies osserva che Fineco coniuga un'elevata crescita strutturale, solidi flussi in entrata e una sensibilità del margine di interesse (NII) al rialzo dei tassi; al contempo, il titolo ha subito una significativa contrazione dei multipli (-17% in termini di rapporto P/E) rispetto alla media storica. Per quanto riguarda Banca Generali, gli analisti prevedono che le nuove iniziative di business sosterranno i flussi e i margini, in particolare grazie alla partnership con Alleanza – che dovrebbe migliorare la redditività su masse in gestione, depositi e attività in custodia – e all'acquisizione di Intermonte (perfezionata nel 2025).
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(Teleborsa) 29-10-2026 12:28
Titoli citati nella notizia
| Nome | Prezzo Ultimo Contratto | Var % | Ora | Min oggi | Max oggi | Apertura |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Banca Generali | 60,60 | -0,16 | 13.32.38 | 60,20 | 60,95 | 60,75 |
| Banca Mediolanum | 22,48 | -1,83 | 13.36.31 | 22,41 | 22,92 | 22,77 |
| Finecobank | 20,86 | -1,37 | 13.36.40 | 20,81 | 21,17 | 21,13 |