USA, dollaro ai massimi da 11 mesi tra crisi Iran e attesa sui dati
(Teleborsa) - Il dollaro statunitense si mantiene vicino ai massimi degli ultimi 11 mesi, sostenuto dalla crescente incertezza geopolitica legata al conflitto in Medio Oriente e all'ultimatum imposto dal presidente Donald Trump all'Iran sullo Stretto di Hormuz.La chiusura di uno dei principali snodi energetici globali ha spinto al rialzo i prezzi del petrolio, con il Brent intorno ai 110 dollari al barile, rafforzando il ruolo del dollaro come bene rifugio. Il rifiuto dell'Iran di riaprire lo stretto entro la scadenza fissata da Washington, entro le 2.00 ora italiana, mantiene elevate le tensioni e l'incertezza sui mercati.
L'indice del dollaro si attesta poco sotto quota 100, dopo aver toccato la scorsa settimana il livello più alto (100,64) da maggio 2025. Contestualmente, lo yen resta debole vicino ai minimi pluridecennali (159,845), mentre l'euro mostra una leggera ripresa (1,1569).
Dati USA sotto i riflettori
Oltre al contesto geopolitico, gli investitori guardano con attenzione ai prossimi dati macroeconomici statunitensi, fondamentali per delineare le mosse della Federal Reserve. Dati economici solidi che, uniti all'aumento dei prezzi energetici, potrebbero rafforzare le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi negli Stati Uniti.
Sul fronte europeo, cresce invece la possibilità di una stretta monetaria da parte della Banca Centrale Europea. Diversi esponenti, tra cui Dimitar Radev e Pierre Wunsch, hanno sottolineato la necessità di essere pronti ad agire rapidamente per contenere le pressioni inflazionistiche, con i mercati che già scontano possibili rialzi dei tassi entro l'anno.
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(Teleborsa) 07-04-2026 17:39