Stati Uniti e Iran impegnati nei negoziati: poche speranze di accordo entro midterm
(Teleborsa) - Proseguono i colloqui separati degli Stati Uniti e dell'Iran con i mediatori, senza troppe speranze di raggiungere un accordo prima delle elezioni midterm in USA, mentre Trump smentisce qualsiasi compromesso con Teheran e quest'ultima afferma di non fidarsi dell'amministrazione Trump e della capacità di rispettare gli accordi. Di fronte a questo scenario di incertezza, il petrolio resta "in allerta" sui 100 dollari al barile, nonostante le esportazioni dal Golfo abbiano raggiunto i massimi dallo scoppio del conflitto.
Negoziati separati con i mediatori
I funzionari statunitensi ed iraniani hanno tenuto lunedì colloqui separati con i mediatori, proseguendo gli sforzi per porre fine al conflitto nel Golfo che si prolunga ormai da sette mesi. Teheran preme da alcuni giorni per far accettare un piano in sette giorni che preveda il cessare il fuoco, la riapertura dello Stretto di Hormuz e la rimozione di tutte le sanzioni. E mentre da un lato smentisce l'avvio di un nuovo ciclo di trattative, dall'altro porta avanti trattative riservate con i negoziatori. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, rimasto a New York dopo l'assemblea Onu, avrebbe incontrato i mediatori del Qatar e starebbe aspettando una risposta entro martedì. Per contro, anche l'amministrazione USA starebbe proseguendo le trattative con i mediatori, come confermato dallo stesso Trump, che ha aggiunto brevemente "vinceremo. Andrà tutto abbastanza velocemente". Il leader americano aveva già annunciato la ripresa dei negoziati in settimana.
Teheran pessimista su accordo prima delle midterm
Nonostante i colloqui, funzionari iraniani avrebbero espresso pessimismo sulla possibilità di raggiungere un accordo prima delle elezioni midterm statunitensi a novembre, secondo quanto riferito a Bloomberg da fonti a conoscenza dei fatti. La Repubblica Islamica ritiene anzi che vi sia un'alta probabilità di escalation del conflitto dopo il voto del 3 novembre. Fra Teheran e la Casa Bianca resta una certa diffidenza sulla disponibilità della controparte a raggiungere un accordo a breve e l'Iran mostra scetticismo nei confronti della capacità di Trump di rispettare gli accordi.
Trump: nessun patto, possibile ripresa attacchi
Per il Presidente americano Trump non ci sarà alcun patto con l'Iran, a meno che non vengano affrontate le questioni relative al programma nucleare del Paese. Il tycoon ha anche smentito le affermazioni di Axios, che parlavano di una controfferta, spiegando di non aver mai offerto a Teheran la revoca delle sanzioni e lo sblocco dei fondi.
Export dal Golfo ai massimi dal conflitto
E mentre a New York fervono i negoziati, l'export di petrolio dal Golfo ha toccato i massimi dall'inizio del conflitto, pur non tornando ancora su livelli di normalità. Secondo Kpler, le esportazioni di greggio hanno accelerato a settembre raggiungendo poco meno dell'80% dei livelli prebellici. I flussi attraverso lo Stretto di Hormuz sono ovviamente ancora lontani dai livelli pre-conflitto: in base ai dati di Kpler sono transitati 10.591 chilobarili al giorno nella giornata di sabato, contro un livello di riferimento prebellico di 17.133.
Petrolio a cavallo dei 100 dollari
Il petrolio Brent intanto conferma un premio scarsità, con il contratto di novembre che scambia a 106,70 dollari al barile, in rialzo dell'1,35%, mentre il contratto successivo di dicembre resta a vista dei cento dollari, con scambi a 99,20 Usd/b (+1,4%). Stessa posizione per il WTI che tratta a 93,68 dollari (+1,16%) sulla scadenza di novembre e 90,11 Usd (+1,13%) su dicembre.
(Teleborsa) 29-09-2026 09:41