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Petrolio: produzione giù di 10 mb/g. L'IEA: "Shock mai visto nella storia"

News Image (Teleborsa) - La guerra in Medio Oriente sta provocando "la più grande interruzione delle forniture nella storia del mercato petrolifero mondiale", con conseguenze che stanno spingendo il sistema verso un territorio inesplorato. È l'allarme lanciato nell'ultimo Oil Market Report dell'Agenzia Internazionale dell'Energia (IEA) che dipinge un quadro drammatico per il settore energetico globale.

Il cuore della crisi risiede nella paralisi dei flussi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz, passati da circa 20 milioni di barili al giorno (mb/d) a "un rigagnolo attuale". Questa situazione ha costretto i paesi del Golfo a tagliare la produzione totale di almeno 10 mb/d, poiché con i serbatoi di stoccaggio ormai pieni e poche opzioni per aggirare lo stretto, "i produttori della regione stanno riducendo o chiudendo la produzione". L'impatto si estende oltre il greggio: l'IEA segnala che oltre 3 mb/d di capacità di raffinazione sono già stati fermati a causa di attacchi e della mancanza di sbocchi all'esportazione. Il rapporto avverte che, "in assenza di una rapida ripresa dei flussi di navigazione, le perdite di offerta sono destinate ad aumentare".

L'IEA prevede che l'offerta globale di petrolio crollerà di 8 mb/g a marzo, con le riduzioni in Medio Oriente parzialmente compensate dalla maggiore produzione dei paesi non-OPEC+, Kazakistan e Russia, a seguito delle interruzioni di inizio anno. "Sebbene l'entità delle perdite dipenderà dalla durata del conflitto e dalle interruzioni dei flussi, stimiamo che l'offerta globale di petrolio aumenterà in media di 1,1 mb/g nel 2026, con i paesi non-OPEC+ che rappresentano l'intero aumento", sottolinea.

Le turbolenze hanno colpito anche la domanda globale. Tra cancellazioni di voli su vasta scala e interruzioni nelle forniture di GPL, l'IEA prevede che il consumo mondiale di petrolio sarà frenato di circa 1 mb/d tra marzo e aprile. La previsione di crescita per l'intero 2026 è stata rivista al ribasso a 640 kb/d, poiché "prezzi del petrolio più elevati e prospettive più precarie per l'economia globale pongono ulteriori rischi alle previsioni".

Sui mercati, i prezzi hanno mostrato enormi oscillazioni. Dopo il lancio di attacchi aerei congiunti da parte di Stati Uniti e Israele sull'Iran il 28 febbraio, il Brent è volato "a un soffio dai 120 dollari/bbl", per poi stabilizzarsi intorno ai 92 $/bbl al momento della redazione del report.

Per contrastare lo shock, i paesi membri dell'IEA hanno concordato ieri di rendere disponibili sul mercato 400 milioni di barili (mb) dalle loro riserve di emergenza. Si tratta di una mossa senza precedenti che sfrutta scorte globali osservate pari a 8.210 mb, il livello più alto dal 2021. Tuttavia, l'Agenzia chiarisce che questo rilascio coordinato, pur essendo un "cuscinetto significativo e benvenuto", rimane una "misura tampone" in assenza di una risoluzione del conflitto.

L'IEA conclude sottolineando che il ritorno alla stabilità dipenderà infatti dalla protezione fisica della navigazione nello stretto: "La ripresa dei flussi è di fondamentale importanza per il mercato petrolifero".

(Teleborsa) 12-03-2026 11:00


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