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Petrolio, Opec+ ferma i rubinetti: produzione invariata a marzo

News Image (Teleborsa) - L'Opec+ ha concordato di mantenere la sospensione programmata degli aumenti della produzione di petrolio, lasciando quindi invariati i livelli produttivi a marzo. La decisione è stata ufficializzata attraverso un comunicato diffuso sul sito del gruppo, che riunisce otto Paesi: Arabia Saudita, Russia, Emirati Arabi Uniti, Kazakistan, Kuwait, Iraq, Algeria e Oman.

Nel documento si sottolinea come gli Stati membri "riaffermino l'impegno per la stabilità del mercato, sulla base di prospettive economiche globali stabili e degli attuali solidi fondamentali del mercato petrolifero, come riflesso delle basse scorte".

Gli otto Paesi, che avevano già annunciato ulteriori aggiustamenti volontari ad aprile e novembre 2023, si sono riuniti virtualmente per esaminare le condizioni e le prospettive del mercato globale. Durante l'incontro hanno ribadito la decisione presa il 2 novembre 2025 di sospendere gli incrementi di produzione a marzo 2026, una scelta motivata anche dalla stagionalità. La linea di prudenza arriva in un contesto segnato da recenti oscillazioni del prezzo del petrolio e dall'acuirsi delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, fattori che hanno contribuito a un clima di incertezza sui mercati energetici.

Nel comunicato si precisa inoltre che "i 1,65 milioni di barili al giorno potrebbero essere restituiti in parte o per intero, a seconda dell'evoluzione delle condizioni di mercato e in modo graduale". I Paesi dell'Opec+ continueranno a monitorare attentamente la situazione, ribadendo "l'importanza di adottare un approccio cauto e di mantenere la massima flessibilità per continuare a sospendere o annullare gli ulteriori aggiustamenti volontari della produzione", inclusi quelli già implementati per i 2,2 milioni di barili al giorno annunciati nel novembre 2023.

Gli otto membri dell'Opec+, che insieme producono circa la metà del petrolio mondiale, torneranno a riunirsi tra un mese per riesaminare le condizioni del mercato e valutare eventuali ulteriori interventi.

Intanto i prezzi del petrolio viaggiano in forte calo: il WTI con consegna a marzo passa di mano a 61,7 dollari al barile con una flessione di oltre 5 punti percentuali, mentre il Brent con consegna aprile è scambiato a 65,7 dollari al barile con una riduzione del 5,1%.

(Foto: © Aleksandr Prokopenko / 123RF)

(Teleborsa) 02-02-2026 08:46


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