Petrolio in rialzo di oltre il 3% con continuo stallo tra Stati Uniti e Iran
(Teleborsa) - Il greggio è in rialzo di oltre il 3% nella giornata odierna, dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha respinto una proposta iraniana per la riapertura dello Stretto di Hormuz, sostenendo che Teheran fosse disperatamente alla ricerca di un accordo. Trump ha affermato che i colloqui proseguiranno questa settimana, sebbene l'Iran non mostri alcun segno di voler ammorbidire le proprie posizioni.I future sul WTI mostrano un rialzo del 3,1% a 95,5 dollari al barile per la scadenza di novembre, mentre quelli sul Brent sono in aumento del 3,6% a quota 107,9 dollari al barile. Guardando alle scadenze di dicembre, i due strumenti trattano - rispettivamente - a 91,6 dollari e 100,8 dollari.
Scendendo nei dettagli, la scorsa settimana, in occasione dell'Assemblea Generale dell'ONU a New York, l'Iran ha annunciato una proposta di pace, dichiarando di averla trasmessa agli americani tramite mediatori del Qatar. Sabato Trump ha dichiarato di aver rifiutato il piano, ma domenica, in un'intervista telefonica con Axios, ha detto di aspettarsi che i negoziatori statunitensi proseguano i colloqui questa settimana.
Nel frattempo, secondo dati preliminari di Kpler diffusi oggi, a settembre le esportazioni di greggio dai principali produttori mediorientali sono risalite a 12,8 milioni di barili al giorno, il livello più alto dall'inizio del conflitto a febbraio, grazie all'aumento delle esportazioni da parte di Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Tale ripresa è scaturita dall'aumento delle spedizioni attraverso lo Stretto di Hormuz, che questo mese dovrebbero raggiungere circa 7,4 milioni di barili al giorno; l'Arabia Saudita ha infatti deviato le esportazioni dal porto di Yanbu, sul Mar Rosso, verso quello orientale di Ras Tanura, in seguito agli attacchi che avevano danneggiato l'oleodotto Est-Ovest.
Il greggio si mantiene in una marcata condizione di backwardation: il contratto a scadenza più ravvicinata (novembre) viene scambiato a un premio significativo rispetto alle scadenze successive (dicembre), a indicare che gli acquirenti sono disposti a pagare di più per la consegna immediata piuttosto che scommettere su una rapida de-escalation. "Ciò riflette lo scetticismo ormai profondamente radicato nel mercato verso qualsiasi annuncio di allentamento delle tensioni in Medio Oriente", commentano gli analisti di TP Icap Midcap.
(Teleborsa) 28-09-2026 12:03