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Petrolio in equilibrio precario mentre Washington e Teheran tornano al tavolo

News Image (Teleborsa) - Il petrolio è pressoché invariato in avvio di settimana, con gli operatori che valutano i possibili effetti dei nuovi colloqui tra Stati Uniti e Iran sullo sfondo di un probabile aumento dell'offerta da parte dell'OPEC+.

La scorsa settimana entrambi i benchmark, Brent e WTI, hanno chiuso in ribasso, penalizzati dalle dichiarazioni del presidente USA Donald Trump, secondo cui un accordo con Teheran potrebbe essere raggiunto entro un mese. Le due delegazioni torneranno al tavolo, domani a Ginevra, nel tentativo di ridurre tensioni che durano da decenni e scongiurare un'escalation militare.

Le tensioni geopolitiche hanno sostenuto i prezzi nelle ultime settimane, ma l'OPEC+ si prepara comunque a riprendere gli aumenti produttivi da aprile, dopo tre mesi di pausa, per far fronte alla domanda estiva.

La seduta odierna è caratterizzata da scambi sottili, complice la chiusura dei mercati in Cina, Corea del Sud e Taiwan per il Capodanno lunare, oltre alla festività del Presidents' Day negli Stati Uniti.

Con la liquidità ridotta e l'assenza dei segnali di domanda provenienti dalla Cina, gli operatori prevedono una volatilità irregolare nei prossimi giorni. Nel breve termine, gli sviluppi geopolitici e i dati sulle scorte statunitensi resteranno i principali driver di mercato, mantenendo il greggio esposto a movimenti bruschi in entrambe le direzioni.

(Foto: © Aleksandr Prokopenko / 123RF)

(Teleborsa) 16-02-2026 10:14


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