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Petrolio in calo, la diplomazia frena la corsa dei prezzi

News Image (Teleborsa) - Le quotazioni del petrolio scendono in avvio di settimana, dopo il forte rialzo della scorsa ottava, sostenute dalle speranze di una possibile distensione del conflitto tra Stati Uniti e Iran. La persistente instabilità in Medio Oriente e i continui attacchi alle infrastrutture energetiche dell'Arabia Saudita, tuttavia, mantengono alta la cautela degli investitori.

Il West Texas Intermediate (WTI), riferimento per il mercato statunitense, perde oltre l'1% a 101,51 dollari al barile, mentre il Brent arretra dell'1,28% a 115,23 dollari. Venerdì entrambe le quotazioni avevano chiuso in rialzo, dopo gli attacchi degli Houthi in Arabia Saudita, che avevano alimentato i timori di interruzioni nelle forniture.

La diplomazia riapre uno spiraglio, ma i rischi restano
Le aspettative di un allentamento delle tensioni sono alimentate dai tentativi di mediazione diplomatica. Domenica, emissari del Qatar si sono recati a Teheran nell'ambito di un'iniziativa coordinata con gli Stati Uniti per favorire una de-escalation. Per oggi è inoltre previsto un incontro nella capitale iraniana tra alti rappresentanti di Arabia Saudita, Turchia e Pakistan, nel primo contatto di alto livello dall'inizio degli attacchi degli Houthi contro obiettivi sauditi.

La prospettiva di un dialogo ha contribuito ad attenuare le preoccupazioni che avevano spinto al rialzo i prezzi del greggio nei giorni precedenti. La tregua sui mercati potrebbe però rivelarsi temporanea. Secondo Vandana Hari, fondatrice della società di analisi petrolifera Vanda Insights, le aspettative di possibili nuovi attacchi statunitensi contro l'Iran restano presenti, anche in relazione agli sviluppi politici previsti dopo le elezioni di metà mandato del 3 novembre.

Nel frattempo, le tensioni sul terreno non si sono fermate. Gli Houthi hanno dichiarato di aver colpito le stazioni di pompaggio dell'oleodotto East-West dell'Arabia Saudita e l'aeroporto di Riad. Le autorità saudite hanno inoltre riferito di aver intercettato altri missili e droni nel fine settimana.

Stretto di Hormuz e rotte marittime sotto osservazione
Il conflitto continua a ripercuotersi sui flussi energetici globali, complicando il trasporto di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz e lo Stretto di Bab el-Mandeb, due snodi strategici per il commercio internazionale. In questo quadro di equilibrio fragile, le prospettive di una distensione diplomatica attenuano temporaneamente la pressione sui prezzi, ma l'incertezza sulle rotte commerciali, i rischi per le infrastrutture energetiche e l'evoluzione del conflitto continuano a esporre il mercato petrolifero al rischio di nuove impennate.

In questo contesto, Saudi Aramco, la compagnia petrolifera statale saudita, avvierà lo stoccaggio di greggio a Singapore nella seconda metà del 2027. L'iniziativa, annunciata dai ministri dell'Energia di Arabia Saudita e Singapore, punta a rafforzare la resilienza della catena di approvvigionamento della compagnia nella regione.

(Foto: © Aleksandr Prokopenko / 123RF)

(Teleborsa) 26-10-2026 09:44


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