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Petrolio, Brent sotto i 105 dollari al barile mentre si cerca una soluzione per lo stretto di Hormuz

News Image (Teleborsa) - Le quotazioni del greggio hanno registrato una lieve flessione nella giornata di oggi mentre il mercato è impegnato a valutare la richiesta del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a diversi partner internazionali per ripristinare la navigazione nello Stretto di Hormuz. Nonostante la tensione rimanga altissima, il Brent scende di circa l'1% attestandosi intorno ai 101 dollari al barile, mentre il WTI ha mostrato una flessione più marcata di circa il 3%, scivolando intorno ai a 94 dollari.

Il Presidente Trump ha dichiarato domenica che la Casa Bianca è in trattative con sette nazioni, tra cui la Cina, per un possibile intervento volto a riaprire lo stretto, definendo l'operazione un "piccolo sforzo" data la limitata potenza di fuoco rimasta all'Iran dopo i raid guidati da USA e Israele. Tuttavia, l'appello di Washington ha ricevuto finora risposte fredde. Secondo diverse fonti, Giappone e Australia hanno rifiutato l'invio di navi da guerra, mentre molti alleati della NATO hanno mostrato una palese riluttanza.

L'Ue intanto pensa a "modello Mar Nero" per sbloccare Hormuz con l'Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas, che ha fatto sapere di aver parlato con il segretario generale dell'ONU Antonio Guterres "per capire se è possibile avere un'iniziativa a Hormuz come quella sul Mar Nero per il grano dell'Ucraina". Si valuterebbe quindi la ricerca di un accordo diplomatico a garanzia ONU per istituire un corridoio marittimo neutrale e sicuro per il transito di merci vitali dallo stretto, regolato da ispezioni congiunte per prevenire il trasporto di armi.

L'obiettivo sarebbe quindi quello di trasformare la rotta contesa in una corsia umanitaria sorvegliata, permettendo il commercio essenziale senza che le parti debbano cessare formalmente le ostilità. Kallas ha spiegato che la chiusura dello stretto rappresenta un grave pericolo per le forniture di petrolio, specie per l'Asia, ma che la situazione è problematica "anche per quanto riguarda i fertilizzanti". "E se quest'anno ci sarà carenza di fertilizzanti, l'anno prossimo si verificherà anche una carenza di cibo", ha spiegato.

Nel frattempo, le autorità statunitensi continuano a sostenere che il conflitto finirà presto, anche se la realtà sul campo appare diversa. Teheran ha ribadito che lo stretto resterà chiuso fino alla fine degli attacchi, e nuovi raid di droni hanno colpito la zona industriale di Fujairah negli Emirati Arabi Uniti e temporaneamente chiuso l'aeroporto di Dubai. Israele, dal canto suo, ha dichiarato di avere piani pronti per almeno altre tre settimane di operazioni.

In questo scenario, le grandi banche d'affari stanno rivedendo al rialzo le stime. Bank of America ha alzato le previsioni sul Brent per il 2026 a 77,50 dollari, avvertendo però che, se il blocco di Hormuz (attraverso cui transita il 20% del petrolio e del GNL mondiale) dovesse protrarsi fino alla seconda metà dell'anno, i prezzi potrebbero toccare una media di 130 dollari al barile.

(Teleborsa) 16-03-2026 16:55


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