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Panetta: "Potrebbero rendersi necessari ulteriori aumenti dei tassi"

News Image (Teleborsa) - Sull'inflazione "potrebbero rendersi necessari ulteriori aumenti dei tassi ufficiali". Lo ha detto il governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta alla Giornata mondiale del risparmio dell'Acri. Da febbraio l'inflazione nell'area euro è "raddoppiata, al 3,8%, quasi interamente per effetto della componente energetica" e le prospettive sui prezzi sono "in peggioramento": "Con una dinamica dei prezzi destinata a restare a lungo sopra l'obiettivo e rischi sbilanciati verso l'alto, potrebbero rendersi necessari ulteriori aumenti dei tassi ufficiali".

La Bce ha alzato i tassi di 50 punti base tra giugno e settembre e li ha lasciati invariati ieri; le decisioni, ha precisato Panetta, saranno prese "riunione per riunione". Il rialzo dei rendimenti a lungo termine "rende più rigide le condizioni finanziarie; anche questo andrà considerato nel calibrare con gradualità la politica monetaria". La politica monetaria, ha aggiunto, deve evitare che i rincari "alimentino una spirale tra prezzi e salari che sarebbe costoso interrompere", perché la stabilità dei prezzi "significa salvaguardare il valore reale del risparmio".

I rischi globali

"La chiusura dello Stretto di Hormuz ha spinto i prezzi dei carburanti e del gas su livelli storicamente elevati": lo shock energetico "rappresenta oggi il principale rischio economico globale", ha detto il governatore. L'attività ha però tenuto grazie all'intelligenza artificiale, che è anche una fonte di rischio: le correzioni dei titoli tecnologici "mostrano quanto rapidamente possano mutare le aspettative sulla redditività degli investimenti". Un altro rischio è il "marcato rialzo dei rendimenti dei titoli pubblici a lunga scadenza", che pesa sui Paesi ad alto debito.

In Italia "la prudenza di bilancio ha attenuato gli effetti del rialzo dei tassi globali": il deficit è sceso dal 9% del Pil del 2020 a circa il 3%, e le condizioni dell'economia "giustificherebbero valutazioni migliori" di quelle delle agenzie di rating.

Il paradosso europeo

Nel decennio il risparmio dell'area euro ha superato gli investimenti interni di circa 300 miliardi l'anno, con flussi lordi verso gli Usa di 785 miliardi l'anno nel 2024-25. "Il problema non è la scarsità di risparmio, ma la difficoltà di impiegarlo in modo proficuo in Europa", ha osservato Panetta, che chiede un mercato dei capitali integrato, il completamento dell'Unione bancaria con una garanzia comune dei depositi e "un titolo europeo sicuro e liquido: non come passo verso un'unione fiscale".

I giovani e il risparmio

Dal 2000 il reddito reale pro capite italiano è "lievemente sceso", mentre in Francia e Germania è salito di oltre un quarto. Sul fondo per i neonati previsto in manovra: "Meritano attenzione le recenti proposte di strumenti di risparmio accessibili fin dalla nascita", che dovrebbero essere "semplici e a basso costo". Panetta ha quindi concluso: "La protezione del risparmio richiede un'economia capace di crescere e di generare reddito".

(Teleborsa) 30-10-2026 12:32


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