Oro sotto pressione fra forza dollaro e domanda boom ETF e Cina
(Teleborsa) - Resta sotto pressione l'oro in vista di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve e delle altre banche centrali ed in risposta alla forza del dollaro. A controbilanciare questi effetti c'è la possibilità di un accordo per il Medioriente e la domanda sul fidico.
L'andamento del prezzo
Il prezzo spot del metallo prezioso si attesta a 4.319 dollari l'oncia, in ribasso dello 0,9%, mentre il dollar index segna un incremento dello 0,25% a 100,57. Parallelamente, i future sull'oro per consegna dicembre cedono lo 0,5% a 4.356 dollari/oncia. Nell'arco dell'ultimo mese, l'oro ha ceduto circa il 7%, in risposta al taglio dei tassi di 25 punti base operato dalla Fed - primo in tre anni - ed all'analoga azione operata dalla BCE, che prosegue la lotta contro l'inflazione.
Pesano politiche tassi Fed e altre banche centrali
Nella riunione di settembre, la Federal Reserve ha aumentato il tasso di riferimento di 25 punti base, ma non sono esclusi nuovi interventi a ottobre e dicembre. Dopo il numero uno della banca centrale Usa, Kevin Warsh, nei giorni scorsi anche il presidente della Fed di St. Louis Alberto Musalem ed il presidente della Fed di Chicago Austan Goolsbee hanno sostenuto la necessità di ulteriori rialzi per contenere l'inflazione.
Medioriente verso una soluzione diplomatica?
D'altro canto, i rinnovati segnali di distensione tra Stati Uniti e Iran forniscono un sostegno al metallo prezioso, allontanando uno scenario più pessimista con prezzi dell'energia e inflazione più elevanti, con il Presidente Trump che, nelle ultime ore, ha definito un possibile accordo con Teheran "molto vicino" (very close).
Boom ETF e domanda cinese
A sostenere l'oro contribuiscono anche gli enormi flussi di ETF sull'oro, che rafforzano l'appeal di lungo termine del metallo. Secondo l'ultimo report del World Gold Council di agosto, gli investitori globali hanno incrementato le allocazioni in ETF sull'oro, aggiungendo 18 miliardi di dollari, trainati dai fondi quotati in Nord America e in Europa. I forti afflussi hanno spinto il patrimonio gestito totale degli ETF sull'oro a 615 miliardi di dollari a livello globale (+16%), mentre le riserve sono aumentate di 121 tonnellate, toccando il livello record di 4.189 tonnellate.
Sostenuta anche la domanda cinese, con l'import che ha raggiunto le 1.000 tonnellate nei primi otto mesi del 2026, mentre gli ETF sull'oro cinesi hanno aggiunto circa 44 tonnellate ad agosto e la Banca Popolare Cinese ha accelerato i suoi acquisti, arrivando a circa 20 tonnellate nel mese di agosto.
(Teleborsa) 23-09-2026 12:06