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Opec+ aumenta produzione di 188mila barili ma non basta: Brent balza del 5%

News Image (Teleborsa) - I sette Paesi dell''Opec+ firmatari dell'accordo congiunto del 2023 relativo agli adeguamenti volontari della produzione - Arabia Saudita, Russia, Iraq, Kuwait, Kazakistan, Algeria e Oman, esclusi gli Emirati Arabi che sono nel frattempo 0poi usciti dall'accordo - hanno annunciato un aumento della produzione di 188 mila barili al giorno nella riunione tenutasi domenica 7 giugno 2026 e ribadito il loro impegno per la stabilità del mercato. L'aumento avverrà come sempre pro-quota.

Una decisione scaturita dal blocco dello Stretto di Hormuz e dalla necessità di ripristinare la produzione perduta a causa dello scoppio della guerra in Iran.

Al termine della riunione, finalizzata ad "esaminare le condizioni e le prospettive del mercato (petrolifero) globale", i sette Paesi hanno ribadito che "continueranno a monitorare e valutare attentamente le condizioni di mercato e, nel loro costante impegno a sostegno della stabilità del mercato, hanno ribadito l'importanza di adottare un approccio prudente e di mantenere la piena flessibilità per aumentare, sospendere o invertire la graduale eliminazione degli adeguamenti volontari della produzione" decisi nell'aprile e nel novembre del 2023.

I sette paesi OPEC+ hanno inoltre osservato che questa misura offrirà ai paesi partecipanti l'opportunità di accelerare i processi di compensazione ed hanno ribadito il loro impegno collettivo a raggiungere la piena conformità con la Dichiarazione di Cooperazione, compresi gli ulteriori adeguamenti volontari della produzione che saranno monitorati dal Comitato Ministeriale Congiunto di Monitoraggio (JMMC). Hanno inoltre confermato la loro intenzione di compensare integralmente qualsiasi volume sovraprodotto a partire da gennaio 2024. Il periodo di compensazione sarà esteso fino alla fine di dicembre 2026.

A questo proposito, i sette paesi OPEC+ terranno riunioni mensili per esaminare le condizioni di mercato, la conformità e i processi di compensazione. La prossima riunione è in calendario per il 5 luglio 2026.

Frattanto, il prezzo del petrolio sconta oggi anche la ripresa delle ostilità in Medioriente e il rinascere di tensioni fra Israele ed Iran, mentre si tenta di portare a casa un faticoso accordo con gli Stati Uniti. Il future di agosto sul Brent ha spiccato il volo e guadagna oltre il 5% a 97,76 dollari al barile, mentre il contratto di luglio sul WTI scambia a 94,86 dollari al barile, in aumento del 4,8%.

(Foto: © Artem Egoro / 123RF)

(Teleborsa) 08-06-2026 10:14


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