Medioriente, faro su negoziati Islamabad. Petrolio oltre 100 dollari
(Teleborsa) - Resta teso il clima nel Golfo, nonostante la tregua siglata due giorni da Stati Uniti ed Iran, mentre si guarda con attenzione ai negoziati che si terranno Islamabad nei prossimi giorni, per capire si ci sono le basi per giungere ad un cessate i fuoco definitivo. Trump ha liquidato come "scaramucce" gli attacchi israeliani delle ultime 48 ore, mentre Teheran ha già lamentato che il cessate il fuoco è già stato violato nelle prime 24 ore, con gli attacchi israeliani in Libano. Tuttavia, i Paesi del Golfo, dopo la prima ondata di attacchi, non hanno più segnalato più lanci di missili o droni nelle ultime 24 ore, a conferma che la tregua, frutto dell'attività diplomatica del Pakistan, sta reggendo.Negoziati a Islamabad nel weekend
L'inviato iraniano in Pakistan, Reza Amiri Moghadam, ha confermato che i negoziatori iraniani giungeranno a Islamabad già questa sera. Per la delegazione americana, la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha confermato che sarà vicepresidente J.D. Vance a guidare i negoziati ad Islamabad, affiancato dai consiglieri senior Jared Kushner e Steve Witkoff. Il primo round di colloqui formali è previsto per sabato mattina.
Stretto di Hormuz serrato
Frattanto, lo Stretto di Hormuz è di nuovo chiuso: solo poche navi sono riuscite a transitane nelle prime ore del cessate il fuoco, prima che la navigazione venisse nuovamente interrotta. Teheran ha avvertito che la navigazione "sicura" attraverso lo Stretto riprenderà solo a determinate condizioni: se gli USA porranno fine a quella che definisce una "aggressione" e se Israele interromperà gli attacchi militari in Libano. A tale scopo, Teheran ha intensificato i controlli sulla via navigabile ed avvertito le navi mercantili di seguire le rotte stabilite per la possibile presenza di mine.
Per tutta risposta, i leader europei hanno ribadito che qualsiasi restrizione potrebbe comportare ampi rischi economici e la premier italiana Giorgia Meloni, in occasione dell'informativa in Parlamento, ha affermato che nuove misure da parte dell'Iran potrebbero avere "conseguenze economiche imprevedibili" ed ha sollecitato il ripristino della libertà di navigazione.
FMI pronto a tagliare stime crescita
La numero uno del FMI, Kristalina Georgieva, ha confermato oggi che, in occasione degli incontri di primavera con la Banca Mondiale, la prossima settimana, saranno riviste al ribasso le stime di crescita mondiale, che per il 2026 indicavano un aumento del PIL mondiale del 3,3%. L'FMI formulerà una serie di scenari, tenendo conto delle incertezze legate al conflitto in Medioriente. Per l'Istituto di Washington il conflitto in Medio Oriente rappresenta un grave shock dal lato dell'offerta e metterà alla prova la resilienza dell'economia mondiale in una fase in cui sono modesti i margini fiscali.
Wall Street parte in rosso
Sul fronte mercati, Wall Street ha avviato gli scambi in ribasso, con perdite attorno allo 0,3% per i tre indici di riferimento: Nasdaq, S&P 500 e Dow Jones. Anche Londra mostra una perdita frazionale dello 0,4%, mentre appare più sacrificata francoforte con una discesa dell'1,4%. In rosso anche Parigi (-0,77%) e Milano (-0,59%). Il petrolio si è riportato al di sopra dei 100 dollari, dopo aver bruscamente corretto la vigilia al di sotto di questa soglia: il WTI scambia oggi a 101,26 dollari al barile, in rialzi del 7,3%, mentre il Brent sale a 98,80 usd/barile, in rialzo del 4,3%.
(Teleborsa) 09-04-2026 16:51