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Mar Rosso, Kallas (Ue): "Situazione deteriorata. Servono più navi e aerei"

News Image (Teleborsa) - Dalla Ue arriva un avvertimento: la missione Aspides "ha bisogno di ulteriori assetti navali e aerei per far fronte all'aumento delle minacce" nel Mar Rosso. Lo ha confermato l'Alto rappresentante per gli Affari esteri europeo Kaja Kallas a margine dell'Assemblea Generale ONU, dopo aver incontrati i Ministri degli Esteri dell'Ue.


Nel Mar Rosso servonmo più di dieci navi


La missione Aspides "sta fornendo un contributo fondamentale alla sicurezza nella regione", ha spiegato Kallas da New York, aggiungendo che il "deterioramento della situazione nel Mar Rosso, che sta già avendo ripercussioni sugli interessi europei" ha reso evidente che c'è "bisogno di ulteriori assetti navali e aerei per far fronte all'aumento delle minacce nella regione".

"Quando Aspides è stata istituita, - ha ricordato la rappresentante Ue - era stato indicato che fossero necessarie almeno dieci navi. La situazione, a mio avviso, è ancora più grave oggi, visto l'aumento degli attacchi. Inoltre, lo Stretto di Hormuz è chiuso, e si tratta di una via d'acqua vitale per il commercio. Direi quindi che ne servirebbero più di dieci, ma al momento non ne disponiamo di un numero sufficiente".


La missione Aspides: chi partecipa e come


La missione Aspides è una missione di pace dell'Ue, a scopo prevalentemente difensivo, per scortare i mercantili che attraversano Mar Rosso, Golfo di Aden, Mar Arabico, Golfo di Oman e Golfo Persico, contro gli attacchi dei ribelli Houthi ai danni del traffico commerciale. Partecipano alla missione europea, nata nel 2024, Italia e Grecia con proprie navi, affiancati in seguito da Germania, Francia, Spagna, Olanda e Belgio. I mezzi messi a disposizione dall'Italia sono la fregata Bergamini ed i cacciamine Rimini e Crotone.


Italia valuta messa in sicurezza contingenti

La scorsa settimana il Ministro della Difesa Italiano Guido Crosetto aveva già ventilato l'ipotesi di intervenire per scortare i mercantili italiani in attesa di un passaggio sicuro, anche al di fuori della missione Aspides. Nella giornata di ieri, 21 settembre, si è fatto il punto a Palazzo Chigi sulla situazione in Medioriente, che si sta deteriorando a causa dell'allargamento dei ribelli Houthi sino allo Stretto di Bab el Mandeb, nel Mar Rosso, e dell'attacco alla base saudita di Taif che ha portato alla distruzione di un caccia italiano. "Sono in corso valutazioni, con principale focus sulla sicurezza dei contingenti, sulla presenza nazionale nell'area", ha dichiarato il ministro Crosetto, aggiungendo che "sono state adottate misure per incrementarne le condizioni di sicurezza".


Arabia riprende spedizioni ma petrolio risale


Sul fronte mercati invece, le quotazioni petrolifere sono tornare a salire dopo quattro giorni di ribassi, con il Brent che guadagna l'1,8% e si riposiziona a 102 dollari al barile, mentre il WTI recupera l'1,5% a 92,7 dollari.

Ad innescare la discesa del prezzo, anche sotto i 100 dollari, erano state le notizie circa una ripresa dell'export saudita dopo gli attacchi al suo principale oleodotto verso il mar Rosso. Secondo i dati di TankerTrackers.com, Saudi Aramco avrebbe caricato nel weekend circa 14 milioni di barili di petrolio su sette superpetroliere (VLC) nel Golfo Persico, segnalando una parziale ripresa delle spedizioni.

Tuttavia, il greggio è tornato ora a scontare maggiori incertezze, in vista di un possibile incontro USA-Iran in occasione dell'Assemblea ONU di New York. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di essere disponibile a incontrare il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, mentre Teheran ha dettato le sue condizioni per la ripresa dei negoziati tramite mediatori. Ciò ha alimentato le speranze di ripresa di una via diplomatica verso la risoluzione del conflitto.

(Teleborsa) 22-09-2026 08:43


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