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L'IPO di Space X è vicina: dubbi su governance e conflitti d'interesse

void image (Teleborsa) - Cresce l'attesa per l'esordio in borsa di Space X, l'azienda spaziale fondata da Elon Musk, specializzata in razzi e intelligenza artificiale, previsto per il 12 giugno. Si tratterebbe dell'IPO più attesa dell'anno ed anche della più grande IPO della storia, con una valutazione di 1.750 miliardi di dollari, anche se saranno effettivamente in circolazione solo azioni per un valore di circa 75 miliardi, pari al 4,3%.

Premesso ciò, a far riflettere gli esperti sono una serie di questioni in tema di corporate governance, in particolare l'ipotesi di conflitti di interesse riguardanti Elon Musk e le sue aziende, cui si aggiunge una limitazione quasi totale della capacità degli azionisti di influenzare la società in cui stanno investendo.

Azioni a doppia classe

Un primo tema sotto i riflettori riguarda le due classi di azioni della società. In base al documento di registrazione, SpaceX disporrà di diritti di voto privilegiati attraverso strutture di Classe A e Classe B, simili a quelle impiegate da Meta Platforms e Alphabet. Alla luce di ciò, SpaceX sarà una "società controllata" esente da "determinati requisiti di corporate governance", tra i quali la costituzione di comitati incaricati di nominare gli amministratori o di stabilire i compensi, composti interamente da amministratori indipendenti.

Gli investitori di Classe B avranno "un'influenza significativa sull'esito delle questioni che richiedono l'approvazione degli azionisti", si legge nel documento. La struttura "limiterà o precluderà la vostra capacità di influenzare le questioni societarie e l'elezione dei nostri amministratori".

Musk ricoprirà il ruolo di amministratore delegato, direttore tecnico e presidente del consiglio di amministrazione, e controllerà l'elezione degli amministratori, godendo del controllo dei voti.

Sotto la lente possibili conflitti di interesse


Un secondo tema che preoccupa gli esperti è la gestione di potenziali conflitti di interesse con Musk che controlla una serie di società tra cui Tesla, SpaceX, Neuralink e The Boring Company.

Dubbi alimentati anche dall'esperienza passata, ad esempio, nel 2016 quando Tesla acquistò SolarCity, produttore di pannelli solari gestito dai cugini di Musk, fu stata accusata di aver appesantito la casa automobilistica con i debiti di un'azienda non redditizia.

Incerto è anche se il consiglio di amministrazione di SpaceX stabilirà effettivamente delle linee guida per la dirigenza. Nel board, attualmente, troviamo Musk, la presidente e COO Gwynne Shotwell e il CFO Bret Johnsen. Tra gli amministratori non esecutivi vi sono il venture capitalist Ira Ehrenpreis, alleato di lunga data di Musk e amministratore di Tesla, il venture capitalist Randy Glein, Antonio Gracias, il dirigente di Google Donald Harrison, il venture capitalist Steve Jurvetson e il venture capitalist Luke Nosek.

(Teleborsa) 03-06-2026 15:40


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